L'Agenzia del Demanio vende all'asta immobili in Umbria

Il Demanio si 'sveste" di gran parte dei propri beni immobiliari, sia alienandoli che proponendoli in locazione. L'agenzia ha indetto nuovi bandi con scadenza il 4 ottobre per la presentazione delle offerte che includono un pacchetto di proprietà anche in Umbria, dai terreni alle case cantoniere a prezzi decisamente competitivi, che partono da poche centinaia di euro come base d'asta per arrivare a importi più sostanziosi per soluzioni indipendenti con terreno. La vetrina immobiliare nel dettaglio, con il 'vademecum' per partecipare è sul sito dell'Agenzia del Demanio

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TIPICA CASA D'ALTRI TEMPI NELL'ORVIETANO

Porzione d'altri tempi su 4 livelli a Spiazzolino, piccolo borgo dell'orvietano, vicino Fabro, con cantina, legnaia e orto sul retro, per chi ama il sapore del passato trasmesso da particolari d'epoca, come la vetrinetta a muro, il caratteristico lavello in peverino, i travi in legno e i pavimenti in cotto. La casa si presenta come un cielo-terra di complessivi 110 metri quadrati e dispone di pertinenze come la caratteristica cantina con antico pozzo, forno a legna e lavatoio. Da una scalinata si sale al primo piano dove troviamo la cucina con camino. salone e bagno, ai piani superiori tre ampie camere. Una casa da personalizzare e fare propria senza snaturarla, ma da riportare all'originale con gusto e passione. 

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Spoleto'S Home lancia la sezione 'Under 50.000'

E' un buon momento per comprare casa, meglio se 'sottocosto'. L'agenzia immobiliare "Spoleto'S Home" inaugura la nuova sezione "Under 50.000" dove sarà possibile 'pescare' immobili per tutte le tasche, vere occasioni a prezzo 'affare', a partire da 25.000 euro nella zona di Spoleto, Campello sul Clitunno e bassa Valnerina umbra. In questa nuova vetrina di 'saldi' immobiliari, la nostra agenzia propone un ampio ventaglio di offerte immobiliari in città o in campagna, nella valle spoletina o nella vicina Valnerina umbra, con appeal e attrattive alla portata di tutti. Seguiteci!

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Da Terni all'Europa: la 'favola' di Shaila Sabatini

Giovane ma determinata e con un talento che ‘spacca’ varcando i confini del Belpaese. La stilista ternana Shaila Sabatini, fresca di laurea, fa il bis partecipando anche quest’anno al prestigioso Festival Europeo di Fotografia-Fotomodelli e Fashion designer (FFF) dove all’ultima edizione ha brillato piazzandosi seconda. Ma è lei stessa a raccontarci come è andata, non senza un pizzico di emozione per l’esperienza vissuta e l’ambito traguardo raggiunto:

“Dopo l’esperienza entusiasmante e costruttiva dell’anno passato ho deciso di partecipare anche quest’anno alla nuova edizione del “Festival Europeo FFF”, portando con me, come sempre, determinazione, impegno e passione. Nell’edizione precedente mi sono guadagnata il secondo posto presentando un abito sofisticato e dalla struttura particolare, chiamato “Il Bacio della Fortuna”. Il figurino proposto incarna la mia personale visione della Dea Tyche, scelta come protettrice e portafortuna durante il percorso del Festival. Dai tempi dei tempi, ogni individuo, tribù, popolo e sovrani, hanno sempre adorato e corteggiato la Dea della Fortuna, cercando di accaparrarsi la buona sorte ed il suo consenso anche attraverso doni, riti e preghiere. Osannata persino nella celeberrima opera epica “Eneide” da Virgilio, che nella nota locuzione latina narra: “Audentes fortuna iuvat”, cioè, “il Destino aiuta gli audaci”, favorisce chi osa. La famosa citazione invita tutti noi ad essere volitivi, coraggiosi ed impavidi davanti a qualsiasi tipo di evento, anche il più terribile ed imprevisto, perché il Fato è dalla parte di coloro che osano e sanno accettare gli opportuni rischi. Osare, anche quando la posta in gioco è altissima è la dote di chi, allontanata la paura, ha il coraggio di rischiare, ardire… azzardare”.

Come sei venuta a conoscenza di questo Festival?

Tramite il fotografo Massimo Massinelli con il quale collaboro da tempo e con entusiasmo ho presentato il mio figurino, che sottoposto all’attenzione dei direttori artistici è stato ritenuto all’altezza della finale della III edizione del Festival Europeo FFF 2018. La finale si è tenuta il 23 agosto 2018, in Abruzzo precisamente a Fossacesia, in provincia di Chieti, di fronte alla meravigliosa e suggestiva Abbazia di San Giovanni in Venere… L’evento, a mio dire favoloso, è stato interamente organizzato dalla fondatrice, Art director, nonché scrittrice e coreografa apprezzata nel campo della moda Alexandra Titova. A presentare l’evento Luca di Nicola, direttori artistici nella sezione fashion designers Stefano Montarone e Anna Paglione. Ad indossare il mio abito la bellissima Federica Ceralli, che è stata quella sera una sublime “Dea della Fortuna”.

Cosa hai in mente per l’edizione di quest’anno? Puoi darci qualche anticipazione?

“Spero che l’abito realizzato quest’anno e, del quale non mi è ancora possibile parlare, in quanto sono nel pieno della gara, sia gradito ed apprezzato come lo è stato quello dello scorso anno”.

E’ anche l’augurio che rivolgiamo di cuore a questa giovane modellista e fashion designer partita dall’Umbria alla conquista del mondo della moda, che già si è fatta notare per le sue doti meritocratiche, abbinando freschezza, umiltà e fantasia a un innato talento creativo. (c.c.)

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Solstizio d'estate, l'acqua di San Giovanni

"La rugiada di San Giovanni era considreata un'acqua miracolosa contro i mali e mischiata a erbe e fiori di campo era un cosmetico naturale per la bellezza della pelle. Messa dentro una brocca per tutta la notte la mattina dopo le ragazze si lavavano con quell'acqua odorosa e leggevano nel fondo del recipiente il nome o il mestiere del futuro sposo". Tratto da "Quando la festa era festa" di Novella Monticelli, ed. Carta Bianca.

La Pro Loco di Spoleto “A. Busetti” in collaborazione con il Micologo Giorgio Fantaulli e con Zon@ambiente, organizza due serate dedicate “All’ Acqua di San Giovanni”, “All’ Estrazione degli Oli Essenziali” dalle erbe e dai fiori che la compongono e una “Escursione Botanica”, finalizzata alla conoscenza e alla raccolta delle erbe e dei fiori utilizzati per realizzare la
“Magica Acqua di San Giovanni”:
Il “Solstizio estivo”, tra magia e sacralità, è quando il sole arrivato al massimo del suo splendore inizia a decrescere. Esso rappresenta il giorno e la notte in cui le forze della natura si scatenano e si decidono le sorti dell’intero anno, per i raccolti e per l’amore.
Associato al “Solstizio estivo”, un rituale arcaico tra paganesimo e cristianesimo:
“L’Acqua di San Giovanni”.
Un rito apotropaico, propiziatorio e purificatorio, che vede l’acqua e una lunga lista di erbe e fiori come protagoniste che acquistano nella festa del Battista, ossia la notte tra il 23 e il 24 Giugno, dei poteri magico divinatori grazie alla rugiada e al firmamento.
Nella seconda ed ultima serata, la Dott.sa Paola Angelini, esperta nel settore illustrerà gli aspetti generali degli oli essenziali, cosa sono e come si estraggono, proprietà e applicazioni. E per concludere, una dimostrazione pratica del procedimento tramite l’uso di un estrattore professionale per ricavare gli oli essenziali da alcune erbe che compongono “L’Acqua di San Giovanni”. Le lezioni si svolgeranno presso la sala della biblioteca “Montagne di libri” della Comunità Montana di Spoleto in via dei Filosofi n°89, secondo il seguente programma:

20-06-2019 Ore 20:30/23:00
“L’Acqua di San Giovanni” e “Solstizio d’Estate”, origini, miti e leggende, descrizione delle erbe e dei fiori che la compongono e curiosità. Un viaggio alla scoperta del rito popolare, tra acqua e fuoco, tra luna e spiritualità.
Relatore: Micologo Giorgio Fantaulli
21-06-2019 Ore 20:30/23:00
“Estrazione oli essenziali”, aspetti generali, cosa sono e come si estraggono, proprietà e applicazioni. Dimostrazione pratica di estrazione degli oli essenziali da alcune erbe che compongono
“L’Acqua di San Giovanni”.
Relatrice: Dott.ssa Paola Angelini
23-06-2019 Ore 9:00 con pranzo al sacco condiviso…
“Escursione Botanica per i Monti Martani”, finalizzata all’individuazione e alla raccolta delle erbe e dei fiori utilizzati per realizzare L’Acqua di San Giovanni , passeggiata suggestiva tra natura, storia e religione.
Accompagnatrice e Guida Botanica: Cinzia Stella, Vivaista, Coltivatrice e Raccoglitrice di erbe spontanee
Il costo per la partecipazione alle due serate è di Euro 10,00 complessive.
Mentre il costo per la partecipazione all’Escursione Botanica” è di Euro 05,00.
Per info e preiscrizioni, rivolgersi al seguente numero:
Giorgio : 3291074686

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ANTICO COMPLESSO SUL CIGLIO DELLA ROCCIA

Antico complesso in parte recuperato a fianco di chiesina medievale nel borgo di San Renzano sulle colline fra Spoleto e Terni, con affaccio sul Terminillo. L'intero stabile consiste in due ruderi, di cui uno recuperabile, affiancati all'antica chiesa del borgo, e da un appartamento su 2 livelli già vivibili, costituito da zona giorno con angolo cottura e due camere e bagno al piano superiore. Ampia corte di pertinenza e possibilità di acquistare altro terreno circostante. Posizione unica per panoramicità e bellezza paesaggistica. La proprietà è in vendita a € 230.000 t.li info in agenzia Spoleto'S Home (Foto di Emanuela Duranti)

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Di torre in torre, un tuffo nell'Umbria del Medioevo

Dalla torre di Umbriano, il borgo fantasma che 'spia' l'abbazia dirimpettaia di San Pietro in Valle alle torrette di avvistamento dei 'castra' medievali disseminati in Valnerina e nella valle spoletina. Spoleto'S Home inizia un viaggio alla loro scoperta, attraverso foto-racconti e sorprendenti retroscena storici per chi ama questi straordinari patrimoni del passato e vuole riportarli a nuova vita, un'impresa possibile dal momento che molte di queste torri, ristrutturate o da ristrutturare, sono oggi in vendita.

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'SPOLIA 4°/IL CANTO DELLA TERRA'

SPOLIA 4° / IL CANTO DELLA TERRA / Ecco Spoleto colma di uomini e di ricchezze… 
AGRICOLTORI/ARTIERI SANTI & CAVALIERI
Progetto a cura di Franco Troiani - Studio A'87 
Con il patrocinio del Comune di Spoleto

SPOLETO - PALAZZO MAURI / Giovedì 30 maggio - Ore 15:30
BIBLIOTECA COMUNALE - 1° Piano (Via Brignone 14)
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Jeffrey Isaac / “Animal portraits” (Sala Convegni 1° Piano - fino al 14 luglio 2019) Ritratti dipinti a olio di personaggi in giocosa metamorfosi (opere del 1994-1996). Una serie di oli su tela di amici dell’artista ai quali fu richiesto di identificarsi con un animale. Ritratti della famiglia LeWitt, Ellen Stewart e tanti altri amici e parenti americani ed europei dell’artista... /… “91 Animal Portraits’ is a series of oil paintings of friends of the artist who were asked to portray an animal. Here are 91 portraits of the LeWitt family, Ellen Stewart and many other American and European friends of the artist who chose to portray an animal and stand to be painted by Isaac. The whole portable exhibition is printed in full color and dedicated to his brother, Jan Luss. Done over the period of two years, the artist selected members of his own family as well as friends. It is an interesting performance-both on the part of the subjects as well as the artist, who has portrayed himself as a monkey. “– Umbrella 20, no. 2, 1997. // A cura di Studio A’87 
Roberta Menaguale - Anastasia Orlova - Giulia Romitelli / Tre giovani architetti in “Esame” (Salone Mauri 1° Piano) Tema: "Caratteri costruttivi degli edifici storici e problemi di restauro" // “Studio dell’Oratorio dei Disciplinati” di Beroide Facoltà di Architettura - Università degli Studi “La Sapienza” di Roma / Esposizione di 14 tavole cm.84,1 X 59,4 “L'oratorio dei Disciplinati, dal nome dell'antica confraternita stabilitasi a Perugia nel 1260, sorge a Beroide, la più importante "villa nuova" del territorio spoletano; resa celebre dalla sua posizione geografica lungo il corso dell'antica via Flaminia e dalle ricche coltivazioni agricole. Fu eretta tra il 1475 e il 1479, durante i lavori di ricostruzione del borgo come castello per concessione della stessa Spoleto. La particolare connotazione dell'edificio consiste nel suo essere integrato all'interno delle mura del castello e, conseguentemente, legato alla sua storia. Infatti, in seguito alle diverse guerre tra Beroide e Spoleto, l'oratorio fu distrutto e ricostruito più volte fino all'attuale identificazione. Obiettivo del nostro studio è stato quello di ripercorrere la storia dell'oratorio e del suo borgo, durante le principali fasi di costruzione e modifica dello stesso, arrivando a promuovere ipotesi circa la sua evoluzione.” 
INTERVENTI: “….e continuare ad andare a cavallo” - Ore 16:00

Maria Rita Zengoni (assessore alle Politiche ambientali del Comune di Spoleto)
Saluti del Sindaco Umberto de Augustinis e dell’Assessore alla cultura Ada Urbani

Emanuele De Donno (architetto / operatore culturale):
Poetica “animale /umana” nelle opere di Jeffrey Isaac.

Giulia Romitelli (architetto) “Studio dell’Oratorio dei Disciplinati”di Beroide (Sala Mauri 1° Piano)

Lidia Antonini (storica dell’arte, vice-presidente Anisa): Chiesa di Sant’Angelo a Camporoppolo di Beroide e la Via Flaminia 
Testo in esposizione di Agostino Lucidi (ricercatore Cedrav)

Fabio Pagano (archeologo / direttore del Museo Archeologico Nazionale di Spoleto):
Elementi plastici di cavalli e altri animali nei recenti scavi di Piazza d’Armi a Spoleto.

Giuliano Macchia (architetto): Simbologie del bestiario medioevale / facciata di San Pietro a Spoleto.

Nello Teodori (architetto / direttore del Museo dei Somari di Gualdo Tadino):
“CaSoMai” cavalli versus somari somari versus cavalli . 
Moreno Orazi (architetto / operatore culturale): Dalla parte degli asini / una riabilitazione storica postuma. 
Bernardino Sperandio (storico dell’arte): Vacche sacre del Clitunno
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BESTIARIO POST/ATOMICO” 2 Esposizione di opere di artisti contemporanei italiani e stranieri

Fotografie di Emanuela Duranti
In corso d’opera, a cura di Studio A’87

SPOLIA 4°. Manifestazione nata con lo scopo di sensibilizzare cittadini e istituzioni pubbliche e private, al recupero definitivo della chiesa terremotata “Sant’Agnorillu” di Camporoppolo… e continuando ad andare a cavallo! L’idea di porre attenzione su Sant’Angelo di Nace a Camporoppolo di Beroide a Spoleto, lungo l’originario diverticolo della Flaminia, nasce da occasionali incontri dopo la manifestazione SPOLIA 3° nella domenica del 30 dicembre 2018: happening che ha raccolto importanti testimonianze di artisti anche stranieri e interventi di operatori culturali. Numerose le presenze di cavalieri, storici fantini e tantissime persone curiose di vedere finalmente la chiesa aperta al pubblico. La particolare bellezza di questo piccolo monumento romanico del ‘300, è sempre visibile a tutti i passanti, ma la sorpresa è all’interno, dove le testimonianze degli affreschi, benché danneggiati dai recenti terremoti, sono pregevoli e ricchi di simbologie ancora percettibili: la rappresentazione dell’Apostolo Giacomo e il suo baculus da viaggio a testimoniare la devozione per il Cammino dei pellegrini diretti a Santiago de Compostela, è di rimando a quella di Giovanni Spagna nella chiesa di Sangiacomo, quindi, va intesa beneaugurante… Sant’Agnorillu va salvata! Il territorio contiene infinite storie e vicissitudini, nel 217 a.C. vi si accampò Annibale, prima del fallito attacco alla Città di Spoleto. Dopo oltre un secolo (82 a.C.), fu teatro della cruenta battaglia tra gli eserciti di Mario e Silla... / ".. ancora oggi il 30 dicembre e l’ultima domenica di maggio di ogni anno, cavalli e fanti avvertono i fremiti e gli spasimi di quello scontro sanguinoso...” / …così come sanguinosa fu la sorte del giovane Cavaliere Ponziano, santo martire e patrono della Città, decapitato a soli diciannove anni per fede cristiana, dai Romani al Ponte Sanguinario, il 14 gennaio175. Con la discesa dei Longobardi, per gli abitanti del comprensorio spoletino fu un periodo glorioso, e di grande rispetto reciproco, benché occupati e vinti, furono trattati alla pari, né servi né subalterni come poi accaduto in seguito. Nei campi, tra i Castelli di Azzano, Beroide, Protte e San Giacomo, la chiesa romanica di Sant'Angelo domina solitaria sull'antico tratto della Via Flaminia da Spoleto per Foligno. E’ la Strada della 'Conversione’ di Francesco d’Assisi deciso a combattere nelle Puglie per essere finalmente consacrato cavaliere: si narra di un’apparizione del Signore mentre riposava nella vicina chiesa di San Sabino. Francesco, profondamente turbato dal monito divino, torna indietro con il suo cavallo e arrivato nei pressi di Foligno, si spoglia e dona la preziosa armatura e le sue vesti (1205). Si converte alla tolleranza e al servizio dei poveri, forse il “francescanesimo” non sarebbe mai nato in altre strade. In seguito, durante un suo ritiro spirituale nell’umile eremo di Monteluco, benedirà la sua “Valle spoletana”, territorio fecondo anche se con lunghi periodi di grandi crisi sociali ed economiche, guerre e occupazioni, che hanno condizionato la vita degli abitanti, prevalentemente agricoltori, contadini e artigiani, costretti a difendersi e chiudersi in castelli rurali ancora oggi vissuti e fortunatamente protetti. “Sant’Agnorillu possiede qualcosa di magico, è come un‘Arca , il campanile una prua… dentro ci sono i santi protettori. E nei dintorni sono sparsi secoli di storia, di fatica, di amore per la terra e per gli animali conviventi primordiali. Un tempo, nell’ultima domenica di maggio, i cavalieri con le puledre più belle ripetevano i rituali tre giri intorno alla chiesetta per auspicare la salute del cavallo, del cavaliere, e il continuo canto della terra…” Dopo l’ultima guerra, sulla strada Beroide - Protte, venivano organizzate corse di cavalli provenienti anche da altre regioni. "Fantini" locali, poi divenuti esperti, gareggiavano in tutta Italia, alcuni alla Quintana di Foligno o al Palio di Siena, altri, ancora oggi, negli ippodromi nazionali più importanti. Ne è l’esempio Stefano Settimi che a suo tempo, dopo aver corso in diversi ippodromi, a Corridonia, le Capannelle a Roma, le Cascine a Firenze ecc., ha continuato a coltivare la sua passione ospitando per alcuni anni altri fantini come Guido Tomassucci detto Bonito da Silva, vincitore a soli 19 anni del Palio di Siena, sostenendo insieme a Mirko Del Gallo, il giovane spoletino Germano Marcelli, originario di Camporoppolo, fantino che ancora continua a scrivere la storia dell’ippica italiana e che recentemente ha ottenuto il titolo di "champion jockey" La vita in campagna oggi è cambiata, nelle strade non si organizzano più corse di cavalli, non più animali liberi al pascolo, solo automobili guidate da automi impazziti senza il minimo rispetto per il territorio e per chi vi abita. Una guerra continua con dispute tra stessi automobilisti, ciclisti , turisti e passanti.
Forse bisognerebbe affrontare i problemi di questa immensa vallata, ci vorrebbe promozione per le attività locali e più attenzione per chi vi abita. Anche se l’attuale sistema economico ha reso difficile la vita alle aziende agrarie, c’è ancora chi continua a coltivare la terra e privilegiare la vita collettiva nel più possibile connubio uomo-natura, ma persiste lo spopolamento dei paesi, l’abbandono della terra, con il conseguente disastro economico, l’esasperazione dei vecchi e dei giovani che non hanno prospettive. Per questa edizione 2019 ed altre a seguire, si sta cercando di unire realtà locali individuate in alcune associazioni culturali e pro-loco, sperando nella collaborazione di amministrazioni pubbliche e private per proseguire condividendo un progetto di resistenza e di rinascita del territorio. // (FrancoTroiani - Studio A’87)

Ph. Emanuela Duranti

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Catinelli, il borgo delle grotte sulle colline di Spoleto

Sulle alture delle antiche Terre Arnolfe, fra Spoleto e la Valserra, svetta un borgo che sembra uscito da un libro di favole, un paesino medievale incastonato nella roccia, oggi completamente disabitato, ma meta di escursioni per gli amanti del trekking e della mountain bike. Per raggiungerlo ci sono due modi; o si sale da una mulattiera che si diparte da Pompagnano, alle porte di Spoleto, o si percorre la strada di montagna che da Crocemarroggia, in direzione Acquasparta, costeggia Balduini e Castagnacupa per poi riallacciarsi, sull'altro versante, alla Valserra ternana, un tuffo emozionale in una terra antica 'vestita' di boschi, marroneti e tartufaie. Arrivati a Catinelli lo spettacolo toglie il fiato, lo sguardo si spande sulle biancastre terrazze rocciose dominate dalla sagoma della chiesina romanica, qui da quache anno non ci vive più nessuno, non si incontra anima viva, se non le pecore di Angelo, l'unico pastore che di giorno sale fin quassù per pascolare il suo gregge.

CATINELLI

Il piccolo centro abitato di Catinelli si trova appollaiato sopra ad un rilievo roccioso al centro di una vasta area boscata, nella zona montuosa ed impervia, benchè panoramica e di grande valore ambientale, che si trova a cavallo tra le più dolci vallate del Torrente Marroggia e del Torrente Tessino.

L’insediamento era già esistente nel 1279, quando faceva parte del gruppo delle ville rurali che componevano il contado del Comune di Spoleto e non sembra sia mai stato interessato da fortificazioni, anche se la sua posizione naturale, in un luogo di per sè stesso inaccessibile e inattaccabile, potrebbe far pensare il contrario.

Si tratta di diverse case con annessi rurali che si sono stratificate nei secoli, fondate sulla viva roccia del rilievo, che presentano soluzioni architettoniche di forte impatto, in modo da dare alla località un’impronta unitaria e caratteristica.

Recentemente gran parte delle case del paese sono state interessate da una fase di recupero strutturale, funzionale e migliorativo, che ne ha valorizzato sia l’aspetto architettonico che quello estetico.

Chiesa della Purificazione di Maria

La piccola chiesa di Catinelli, consacrata alla Purificazione della Madonna, si trova edificata nella parte più alta del paese, originaria del sec. XIV e conserva gran parte della sua struttura romanica originale in grezza cortina bianca.

L’edificio di culto ha comunque avuto un riadattamento in epoca successiva, durante il sec. XVI, periodo a cui appartengono sia la riduzione della navata, che il portale in laterizio, il nuovo pavimento in cotto ed il campaniletto a vela in facciata.

Il piccolo interno, quadrato e coperto a capriata, conserva nella parete di fondo completamente affrescata in epoca cinquecentesca  al centro la Madonna col Bambino ed ai lati i Santi Rocco, Barbara, Lucia e Antonio Abate, forse di un compagno e comunque affini allo stile di Piermatteo Gigli, mentre sulla parete laterale sinistra si trova una Madonna di Loreto datata 1577 e a lato destro dell’altare i resti di un’altra Madonna in trono di epoca quattrocentesca.

Durante la riduzione della chiesa operata nel sec. XVI nello spazio rimasto libero dalla chiesa è rimasto il pavimento in pietra romanico con una tomba a pozzetto, che attualmente rimane esterna sul piccolo sagrato. (si ringrazia per le notizie storiche il prof. Agostino Lucidi - Foto Emanuela Duranti) 

 

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In vendita la dimora spoletina di Vincenzo Cerami

Una dimora d'amosfera dove si respira storia e poesia nel cuore del centro storico di Spoleto, l'ultima casa spoletina del grande scrittore e sceneggiatore Vincenzo Cerami, oggi in vendita per tornare a una nuova vita e far 'respirare' i suoi magnifici ambienti rustici, la grande cucina con fratino e focolare, le intime camere e il cortiletto privato dove mangiare fuori o sostare per un 'sorso' di sole. Info: SPOLETO'S HOME 0743.674853 - mobile 331.2978410 (foto Emanuela Duranti) 

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Da Spoleto'S Home un ventaglio di affitti a partire da € 250

Non solo vendite. Ora Spoleto'S Home propone anche un ampio ventaglio di case in affitto, a partire da € 250 mensili. Scopri le offerte nella nuova agenzia di via Giuseppe di Vittorio 6, troverai un'ampia scelta di proprietà in locazione, a breve o lungo periodo, a Spoleto città e periferia.

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L'Umbria è una regione a vocazione mellifera, il miele di Spoleto

Anche se questa primavera non è la stagione migliore per la produzione di miele, è già allarme per le condizioni climatiche che 'blindano' il lavoro delle api e fanno restare vuoti i melari, l'Umbria si conferma regione mellifera per eccellenza. Particolarmente apprezzato il miele di Spoleto che si produce in più versioni, le più apprezzate sono il miele di castagno e di corbezzolo o il classico millefiori. Ma ne esistono anche altri tipi, come quello di erica dal sapore caramellato, di girasole, di eucalipto, lavanda e rosmarino.

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A Passo d'Acera, il culto di Sant'Egidio

(Testo e foto di Emanuela Duranti) Come moderni viandanti proseguiamo, il nostro cammino alla scoperta della Via della Spina.

Il pensiero va ai viandanti che a piedi o a dorso di mulo percorrevano questa strada, che allora era una mulattiera e a quanto il loro cammino fosse duro e pericoloso, tra animali selvatici, briganti e soldati di ventura.

La natura qui è lussureggiante, in un territorio quasi incontaminato e ci offre nelle varie stagioni un caleidoscopio di colori.

Salendo troviamo Passo d’Acera.

Qui si può ancora vedere un tratto del primissimo tracciato della strada, che è stato deviato per l’impossibilità di allargarla e quello che rimane della Torre di Avvistamento, probabilmente di origine longobarda, dalla quale i soldati di guardia controllavano tutti quelli che transitavano.

Poco distante sorge la Chiesa di Sant’Egidio, ormai in totale stato di abbandono, un santo al quale spesso sono dedicate anche le edicole nei crocevia delle strade, perché considerato il Santo Eremita dei bisognosi e dei tribolati.

Sant’Egidio è originario della Grecia, visse per lungo tempo in eremitaggio in un luogo deserto in compagnia di una cerva, che gi forniva il latte, poi trasferitosi in Gallia, costruì un monastero di cui divenne abate.

Il culto di Sant’Egidio divenne di dimensioni europee tra il X e il XIII sec., era invocato per un gran numero di malattie, dalle febbri malariche, alla follia e i terrori notturni.

La fama di Sant’Egidio divenne tale che, si narra che Carlo Magno lo supplicò di pregare per lui per avere il perdono di una colpa che non osava confessare.

La domenica successiva apparve a Egidio un Angelo che depose un biglietto sull’altare, sul quale era scritto il peccato segreto del sovrano, che così poté essere perdonato.

Nel XIV sec entrò nel novero dei “ Santi Ausiliatori”.

Nell’iconografia cristiana è raffigurato con una cerva.

Protettore delle genti di mare, dei pastori e dei mendicanti, in qualche modo tutte figure legate al viaggio.

Viaggio come scoperta di nuovi luoghi, o viaggio che i pellegrini facevano per raggiungere i luoghi di culto per pregare e chiedere grazia, ma anche, come gli eremiti, viaggio inteso come percorso alla scoperta di se.

Da Ulisse a Joyce, il viaggio, elemento fondante della storia dell’uomo.

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NON SOLO CASE... VIENI, C'E' UNA STRADA NEL BOSCO

Non solo case. L'agenzia Spoleto's Home, oltre ad essere specializzata nella vendita di case e casali nella zona di Spoleto, Campello sul Clitunno, valle trevana e bassa Valnerina umbra, propone in vendita anche boschi e terreni. Info in agenzia (0743.674853 - 331.2978410)

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SPOLETO 'PARTICOLARE', ALLA SCOPERTA DEGLI ANGOLI PIU' SUGGESTIVI DEL CENTRO STORICO

Spoleto fa rima con magia, la magia dei suoi vicoli, di quelle viuzze che si attorcigliano fino a portarci in alto, sulla sommità della Rocca albornoziana da cui si domina un mondo di verde bellezza. Storia, arte e cultura sono gli ingredienti di questo viaggio a ritroso, che ci porta a scoprire per immagini il fascino intramontabile di una città che sfida le mode e i terremoti, afoggiando un karisma senza tempo. Stradine, fontane, facciate di palazzi nobiliari, scalinate e ancora case, particolari d'epoca, intime piazzette, portoni secolari, affacci sui tetti. Uno spattacolo che gratifica lo sguardo e apre orizzonti di conoscenza.

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SPOLETO'S HOME 'ESPUGNA' IL CENTRO STORICO. OFFERTE IMMOBILIARI A PARTIRE DA € 35.000

Centro storico, mon amour. Non c'è moda o terremoto che tenga, il centro storico di Spoleto continua ad affascinare e a far innamorare di sé chi lo visita, italiano o straniero che sia. La domanda di una casa in centro sale, ma l'offerta è limitata, vuoi per le case inagibili a seguito del sisma del 2016, vuoi per la corsa all'affare pilotata dai prezzi ai minimi storici. Qualcosa, però, si trova ancora e per rispondere alle crescenti richieste dei suoi clienti SPOLETO'S HOME ha deciso di aprire una sezione di proposte immobiliari proprio nel 'cuore' della città. Venite a trovarci nella nuova agenzia di via Giuseppe di Vittorio 6 (zona Pavone) già da adesso potremo illustrarvi interessanti proposte, a partire da € 35.000 nelle zone centrali della città, da monolocali a palazzetti di pregio, 'pezziì unici che parlano di storia e bellezza, nidi dell'anima che vi aspettano per una visita 'emozionale'. Info: 0743.674853 - mobile 331.2978410

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Pane, il più sciapo è di Spoleto

In genere tutto il pane umbro è poco salato per 'ammorbidire' la sapidità dei salumi a cui si accompagna da sempre. Ma quello di Spoleto è il più sciapo per eccellenza. Antichi aneddoti lo confermano, a partire da uno sciopero 'ante litteram' attuato dagli spoletini contro il fisco del papato.

Che sia storia o leggenda poco importa, si tramanda che agli inizi del Settecento anche gli spoletini, com'era successo a Perugia un secolo e mezzo prima, si scontrarono con gli esattori papalini e, alla fine, decisero di comprere meno sale a causa della tassa che gravava sullo stesso, conseguenza di quell'economia fu la cottura del pane nel forno a legna senza sale, per poi accorgersi che  non era poi così male...

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Tempo di fave, la ricetta della 'scafata'

Erano e sono l'ingrediente base per pietanze tipiche della cucina 'povera' umbra. Molto diffuso sulle tavole contadine di una volta, ma altrettanto apprezzato oggi, è il passato di fave (fae stiacciateofave in purèa) spalmato sopra fette di pane casereccio tostate, sfregate con aglio e condite con abbondante olio extravergine. Altro piatto della tradizione lefave dolci dei morti, in memoria delle offerte di fave fatte dagli antichi romani al Lèmuri nei banchetti funebri.

La ricetta della 'Scafata'

Con questo termine dialettale si indica il baccello delle fave. Ne occorrono circa un chilo per 6 persone, fresche e già sgranate. Mettetele in un tegame con 400 gr di bieta, lavata e tagliata a pezzi, una costa di sedano e una carota tritate, 1/2 bicchiere di olio, sape e pepe. Fate cuocere a fuoco lento per 3/4 d'ora, poi aggiungete 400 gr di pomodori freschi maturi, spellati e tagliati a dadi, mescolate di tanto in tanto e servite caldo.

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Il Rinvenimento della Santa Croce, una festa di maggio perduta

"Era chiamata la festa de Santa Croce", se radunava un po' de gente e se annava co 'u prete a benedi' le campagne, ora da 'na parte, ora da 'n'altra, per 7/8 giorni".

Da questa testimonanza di un contadino spoletino, raccolta da Novella Monticelli nella sua tesi di laurea a cavallo fra gli anni '70 e '80 e pubblicata nel libro "Quando la festa era festa" (edizioni Carta Bianca) si viene a conoscenza di una festa di maggio che si è del tutto persa: Parliamo della festa del Rinvenimento della Santa Croce, una ricorrenza legata al culto della terra di origini antichissime e radicata fino al secolo scorso anche nelle campagne spoletine. 

"S'andava fori col prete e se 'scognurava' la campagna, con la croce; se portava Cristo per i campi perché venissero bene le campagne e nun ce venissero più le rughe e la grandine e se dicèa "Signore, benedici le nostre campagne", poi se aggiungeva: "Mai più castagne all'asino, mannò, mannò, vengano bene le nostre campagne": E una vecchietta che c'aveva 'na pianta di mele 'c'aggiungeva: "Le milucce rosciòle 'ncò" - per scherzo. Se chiamavano "e rugazioni" (...) Se prendeva una cannucciola, se spaccava e ce se metteva dentro 2 foglie de giglio e un pezzetto de palma benedetta, una croce pe' campo - pe' la grandine - poi, quando se finiva de miete, si doveva fa' l'elemosina alle croci, se cojevano 3-4 spighe de grano e s'avvolgevano attorno a 'sta croce, come una forma de carità".

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Valnerina, terra di 'cecere'. Ecco una zuppa da leccarsi i baffi

Anche se non è più il tempo delle 'cecere' (così i nostri nonni chiamavano le cicerchie) questo antico legume, che ha rischiato l'estinzione, ha conosciuto ultimamente un discreto revival sulle tavole umbre, e non solo, grazie al boom del 'biologico'. Una volta se ne potevano raccogliere a sacchi, coltivate nei luoghi più impervi, sugli argini e ai bordi delle mulattiere, o sulle sponde di un torrente. Erano molto diffuse, specialmente in Valnerina, su quella fascia di territorio che sconfina nelle Marche, anche perché non richiedono particolari lavorazioni. 

La semina si fa in primavera, la raccolta (rigorosamente a mano!) a luglio, poi si lasciano essiccare nel campo. La trebbiatura e pulitura erano effettuate manualmente, solo di recente con l'ausilio di macchine agricole. 

ZUPPA DI CECERE

Ingredienti per 4 persone:

350 gr di cicerchie, 1 cipolla, 1 costa di sedano, 1 spicchio d'aglio, 2 pomodori maturi, prezzemolo, olio extravergine di oliva, sale, pepe, peperoncino, 4 fette di pane casereccio

Preparazione

Mettere le cicerchie in acqua fredda per 2 giorni. Scolarle, farle lessare dopo averle messe in altra acqua fredda salata. Preparare un trito di cipolle, sedano e aglio, farlo soffriggere in olio. Appena appassito unire i pomodori, il prezzemolo tritato e far bollire per 15 minuti. Aggiungere le cicerchie lessate, una parte delle quali passate per dare più densità alla zuppa. Unire un po' d'acqua di cottura dei legumi (1/2), salare, pepare e cuocere per una ventina di minuti. Servire la zuppa condita con un filo d'extravergine su crostini di pane abbrustolito. 

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Bazzano, il paese delle 'cerase'

Bazzano è un piccolo borgo nel comune di Spoleto conosciuto anche come "il paese delle cerase". Il clima mite e le caratteristiche del terreno hanno favorito da sempre la crescita e conservazione di ciliegi secolari. Nel terreni collinari intorno a Bazzano è ancora oggi possibile imbattersi in monumentali piante di ciliegio che hanno preservato la genuinità, tutta 'bio' di un frutto quantomai prelibato e di stagione.

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