Spolia 4, il canto della terra oggi protagonista della Valle Spoletana

Spolia 4° - Spoleto - Chiesa di Sant’Angelo - Camporoppolo 1° Ottobre 2019
Il Canto della Terra - Agricoltori_Artieri Santi & Cavalieri

Progetto e cura: Studio A'87
Collaborazione: Associazione Pro Loco Amici di San Giacomo e Associazione Pro Beroide
Patrocinio: Comune di Spoleto.

San Giacomo - Camporoppolo di Beroide ...“In Cammino"

Programma - Martedì 1° ottobre 2019
"In Cammino" … alla scoperta della Valle Spoletana
Ore 20:30 - Partenza da San Giacomo (Piazza del Castello - Corso Flaminio)
Intervento di Agostino Lucidi - Ricercatore Cedrav (Centro per la documentazione e la ricerca antropologica in Valnerina e nella dorsale appenninica Umbra).

Ore 21:30 - Chiesa di Sant’Angelo di Nace (Sant’Agnorillu) Camporoppolo di Beroide
Intervento di Agostino Lucidi: “Acqua, elemento vitale. Bonifica del territorio della Valle Spoletana.
Proiezione video-fotografica di Emanuela Duranti: “….Vivi Come Terra Fertile….”
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Iniziativa per sensibilizzare il recupero della “Chiesa di Sant’Agnorillu” … e “continuare ad andare a cavallo!”
La particolare bellezza di questo piccolo monumento romanico del XIV sec. è sempre visibile a tutti i passanti, ma la sorpresa è all’interno dove le testimonianze degli affreschi, benché danneggiati dai recenti terremoti, sono pregevoli e ricchi di simbologie ancora percettibili: la rappresentazione dell’Apostolo Giacomo e il suo baculus da viaggio a testimoniare la devozione per il Cammino dei pellegrini diretti a Santiago de Compostela, dovrebbe essere beneaugurante… Il territorio contiene infinite storie e vicissitudini, nel 217 a.C. vi si accampò Annibale, prima del fallito attacco alla Città di Spoleto. Dopo oltre un secolo (82 a.C.), fu teatro della cruenta battaglia tra gli eserciti di Mario e Silla... - ".. ancora oggi il 30 dicembre e l’ultima domenica di maggio di ogni anno, cavalli e fanti avvertono i fremiti e gli spasimi di quello scontro sanguinoso...”
Nei campi, tra i Castelli di Azzano, Beroide, Protte e San Giacomo, la chiesa romanica di Sant'Angelo, domina solitaria sull'antico tratto della Via Flaminia da Spoleto per Foligno. E’ la Strada della 'Conversione’ di Francesco d’Assisi in viaggio verso Le Puglie per combattere ed essere cosacrato “Cavaliere”. Più avanti, durante un suo ritiro spirituale nell’umile eremo di Monteluco, benedirà la sua “Valle Spoletana”, territorio fecondo anche se con lunghi periodi di grandi crisi sociali che condizionavano la vita degli abitanti, prevalentemente agricoltori e artigiani, costretti a difendersi e chiudersi in castelli rurali, ancora oggi costantemente vissuti e protetti.
In questa immensa vallata, manca una forte promozione per le attività locali e attenzione per chi vi abita. Il sistema politico-economico ha reso difficile la vita alle aziende agrarie, c’è chi continua a coltivare la terra e privilegiare la vita collettiva nel più possibile connubio uomo-natura, ma persiste lo spopolamento, l’abbandono della terra, con il conseguente disastro economico, l’esasperazione dei vecchi e dei giovani che hanno poche prospettive.
Ci sono alcune realtà locali ben organizzate, come l’associazione Pro Beroide e la Pro Loco Amici di San Giacomo, comunque occorrerebbero ancora altre collaborazioni propositive di amministrazioni pubbliche e private per condividere un progetto di resistenza e di rinascita culturale di tutta la Valle Spoletana …(f.t.)
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Organizzazione: Emanuela Duranti (347 9243439), Stefano Settimi, Franco Troiani; Associazione Pro Beroide 377 1605343; Associazione Amici di San Giacomo 328 7380591
Prossima programmazione: “In Cammino… alla scoperta del territorio” tra Sangiacomo e Beroide, ultima settimana di ottobre.

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LEONARDO CARLETTI DA TERNI: MA...MMA, CHE CAMPIONE!

Si scrive MMA, si legge Mixed Martial Ars. Non uno, ma un ‘pacchetto’ completo di sport da combattimento in cui primeggia Leonardo Carletti, classe 1991, atleta professionista di Terni, stella nascente dell’agonismo sportivo nazionale e grande orgoglio umbro.

Vincitore del titolo ETF “Extreme Top Fighters” italiano, combattuto a Frosinone lo scorso febbraio, il giovane campione ternano si è aggiudicato la competizione nazionale nella categoria 70kg, peso medio leggero, sbaragliando l’avversario Gianfranco Reiti. Un risultato frutto di talento, lavoro, sacrificio e di un vincente lavoro di squadra, che ha visto alleate di Carletti figure che hanno svolto un ruolo di fondamentale importanza nel suo approccio alla competizione, in primis la preparatrice atletica Ilaria Salvini e il nutrizionista professor Francesco Pasqualoni.

MMA, acronimo di “Mixed Martial Arts”, è uno degli sport da combattimento più completi, che comprende: Kick Boxing, Muay Thai, lotta libera e greco romana e il Ju Jitsu brasiliano. Sembra una disciplina nata da pochi anni e per questo scarsamente supportata dalle istituzioni, ma vanta origini antichissime, risalendo al “Pancrazio” greco, ripreso poi dal “Vale Tudo” brasiliano, per poi diventare oggi MMA.

Ma vediamo i primi passi di Leonardo Carletti in questo sport tanto affascinante quanto impegnativo, fisico e mentale al tempo stesso. L’atleta ternano inizia a praticare arti marziali nel 1996 con il Karate coreano, il “Tang soo do”. A 15 anni si avvicina al ju jitsu che praticherà per 8 anni. Intorno ai 18 anni scopre le MMA, non trovando a Terni palestre dove praticarla, inizialmente si allena a Bastia Umbra, fino al 2013 quando le MMA della Legionarvs League (gruppo fondato dall’artista marziale Alessio Sakara), trovano “casa” nella palestra Guazzaroni di Terni.

E’ instancabile Leonardo, nonostante la giovane età si fregia di una fulgida carriera atletica costellata di traguardi e blasoni, con all’attivo poco meno di venti incontri, contando quelli da semiprofessionista e quelli da professionista. Ma lui non si limita a gareggiare. Oltre, infatti, ad essere un ottimo atleta sportivo professionista da circa quattro anni, svolge un lavoro notturno come panettiere (da qui il bizzarro soprannome sportivo “Panarvs”) e, come se non bastasse, è allenatore del “Legio’s Team” di Terni presso la palestra CrossFit di via Maestri del Lavoro 27, squadra formata da circa 30 atleti, dai 13 anni in su, della quale fanno parte anche 4 donne. Leonardo porta avanti questo impegno con la stessa immensa passione e ferrea determinazione che caratterizzano il suo percorso sportivo. Il suo scopo è racchiuso nelle sue parole: “Rappresentare un esempio per i ragazzi che mi seguono, insegnando loro valori fondamentali, quali la perseveranza, l’onore, il rispetto, l’umiltà, la disciplina, il coraggio e lo spirito di sacrificio. Principi utili nella vita quotidiana per automigliorarsi”.

E’ un vulcano Leonardo Carletti, non pago della sua doppia vita di atleta di giorno e fornaio di notte, si dedica anche ad altri progetti che lo gratificano. Uno degli ultimi riguarda un documentario in 3 puntate che svela i retroscena delle MMA con l’obiettivo di sfatare il pregiudizio e l’alone di violenza creatosi intorno a questo sport. Al contrario, Leonardo ci tiene a sottolinearne il grande lavoro fisico e mentale che c’è dietro: “Sul piano atletico – sostiene - è una disciplina che prepara a 360 gradi, racchiudendo al suo interno altri tipi di sport da combattimento e consente di prepararsi ad ogni tipologia di sforzo”. A suo avviso “il più grande pregio di questo sport è nell’impatto psicologico che ha, ponendo le persone davanti ai propri limiti, alle proprie paure e alle proprie insicurezze”.

Questo tipo di preparazione, infatti, consente di acquisire una maggiore sicurezza in se stessi, abituandosi anche a reagire tempestivamente pur essendo sottoposti a pressioni e a gestire con maggiore lucidità situazioni problematiche o critiche.

“Per questa ragione – precisa Leonardo - è una disciplina particolarmente indicata per soggetti “deboli” o insicuri, lavorando sulle proprie fragilità è possibile consolidare il proprio carattere raggiungendo un grande livello di autodeterminazione e una maggiore sicurezza in se stessi, basata sulla consapevolezza delle rispettive capacità”.

Più che uno sport una scuola di vita, insomma, che aiuta a crescere e a strutturarsi per affrontare al meglio le sfide quotidiane.

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Don Matteo torna a Spoleto, i nuovi ciak dal 30 settembre

Da lunedì 30 settembre si gira di nuovo a Spoleto per la dodicesima stagione di Don Matteo. Al via, per una durata di cinque settimane, le riprese del secondo blocco di lavorazione di Don Matteo 12 che, ormai da quattro stagioni, ha scelto come principale location la città del Festival.

La troupe della celebre fiction di RAI UNO, con Terence Hill e Nino Frassica, girerà quindi a Spoleto fino al primo weekend di novembre. La prima settimana di riprese interesserà il centro storico della città.

 

La popolare fiction in onda su RAI UNO, prodotta dalla Lux Vide, che ha come protagonista Terence Hill nel ruolo del prete-detective, ha scelto la città del Festival grazie ad un accordo tra il Comune di Spoleto, l’Associazione albergatori (CONSPOLETO) e la CONFCOMMERCIO.

 

Gli episodi di Don Matteo sono stati girati per la prima volta a Spoleto dal maggio al novembre 2013 e sono andati in onda dal gennaio all’aprile del 2014.

 

Don Matteo, prodotto da Lux Vide e Rai Fiction è un format di successo tutto italiano andato in onda la prima volta il 7 gennaio 2000. La serie negli anni è stata apprezzata in tutto il mondo, dalla Francia alla Finlandia, dall’America all’Australia.

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LEGGENDE UMBRE: LA TORRE DI GRUTTI E IL CAVALIERE CHE CACCIAVA CON AGHI D'ISTRICE

LEGGENDE UMBRE: LA TORRE DI GRUTTI E IL CAVALIERE CHE CACCIAVA CON AGHI D'ISTRICE

Sulle verdi colline umbre, nel cuore del Belpaese, si erge una panoramica torre medievale di avvistamento al centro di una ‘terrazza’ naturale con affacci spettacolari, a soli dieci minuti d’auto da Todi e appena 900 metri dal villaggio di Grutti. Una residenza storica in posizione incantevole, nel cuore dell’Umbria, sapientemente restaurata nel rispetto delle antiche mura in pietra spesse oltre il metro che la rendono antisismica anche perché costruita su un altopiano roccioso, oggi in vendita (info@spoletohome.it - 0743.420264).

Nel complesso la torre misura circa 240 mq articolati su 4 piani divisi in due appartamenti indipendenti, più un annesso con legnaia e un antico forno a legna. Il pavimento è in pregiato parquet iroko, la zona giorno ‘sfoggia’ due camini perfettamente funzionanti, uno dei quali costruito con un antico architrave in travertino di epoca romana.  In totale la casa ha 6/8 posti letto, un bagno e un punto cottura in ogni appartamento. Si tramanda, fra storia e leggenda, che anticamente sia appartenuta a un cavaliere di cui si racconta cacciasse con una cerbottana che lanciava aghi d’istrice.

Immersa nel verde incontaminato (mai usati pesticidi) è circondata da quattro ettari di prato, giardino, alcuni alberi da frutta e frutta e bacche di bosco (prugne, albicocche, nocciole, more, corbezzoli, sorbe, ginepro, funghi, e addirittura tartufi!) un fico di circa 200 anni che produce ottini fioroni, cosiddetti settembrini, la cui chioma è un gigantesco ‘ombrello’ naturale che ripara dal caldo estivo e invita a sedersi alla sua ombra. E’ protetta a nord da un bosco di querce, sempre della tenuta. Oltre alla legna, la ricchezza della torre è un pozzo di purissima acqua sorgente. E’ possibile quindi installare una piscina. Essendo un angolo incontaminato è popolato da animali selvatici come tassi, istrici, scoiattoli dal cuore bianco, donnole, lepri, volpi, allocchi, cuculi, tortore, falchi, usignoli e grande varietà di volatili.

La torre è in Via Santa Maria in Agello, che ha preso il nome dalla Chiesa di Santa Maria in Agello (Agello vuol dire campicello), piccola chiesa campestre romanica di cui si ha notizia già nel gennaio 1276, ubicata sulla sommità di una collina lungo la strada provinciale che da Grutti conduce a Castelvecchio. E’ possibile raggiungerla a piedi dalla torre camminando per una romantica stradina interna. Pare che la chiesa avesse anche un passaggio segreto sotterraneo che la collegava alla torre. Ogni anno nel mese di Agosto si festeggia un antico pellegrinaggio; viene coinvolto tutto il paese con giorni indicati nel programma, eventi, un ricco menù da degustare tutte le sere all’interno del castello, antichi giochi, banchetto medievale, musica e processione con il corteo storico e gli sbandieratori fino alla Chiesa di Santa Maria in Agello.    

A Grutti c’è un ottimo ristorante rinomato in tutta l’Umbria, “Le Noci“, dove è possibile gustare piatti locali a prezzi modici. Inoltre i proprietari producono squisiti vini “Grottombra” (antico nome di Grutti) fatti con la loro uva.

A sud c’è un altro paesino, Castelvecchio, con esperto pizzaiolo e forno a legna, e a due chilometri a nord un paese più grande, San Terenziano, con ristorante, supermercati (mercato all’aperto il martedì), farmacia, ambulatorio medico, bar, vecchio forno, cartolibreria, macelleria, distributore di benzina, maneggio, piccolo aeroporto, parco giochi e campo di calcio.

Altre notizie:

A dieci minuti, a Ponte Rio, ci sono molti supermercati, fornitissimi, ad ottimi prezzi, anche con cibi pronti, una gran varietà di prodotti locali e banco del pesce. Notevoli la cantina “Tudernum” con il famoso Grechetto di Todi, aperta anche la Domenica, dove è possibile degustare, e il caseificio Montecristo con un varia produzione di formaggi freschi o stagionati. Vi sono inoltre servizi di tutti i tipi, da elettrauto, officina auto, ferramenta, farmacie, negozi per shopping, un grande ed elegante emporio cinese, pasticceria, etc. etc.
In ogni giorno della settimana è possibile trovare un mercatino all’aperto come quello vasto di Todi il sabato mattina o il mercoledì a Bastardo. Durante l’anno si tengono sagre gastronomiche ovunque.

L’Umbria ha una ricca storia d’arte con il trionfo nel medioevo. Le cittadine più famose hanno note manifestazioni: SPOLETO (Festival dei Due Mondi), BEVAGNA (Le Gaite, antica fiera dell’artigianato medievale), TODI (Teatro, Cinema, Festival), SPELLO (decorazione floreale), ASSISI (i mitici affreschi di Giotto), MONTEFALCO (affreschi e museo di Benozzo Gozzoli, industria tessile e vinaria), PERUGIA (arte, storia, architettura, università internazionale, festival della cioccolata), ORVIETO (duomo tra i più famosi al mondo e ristorante Vissani), FOLIGNO (LA Quintana, antico gioco di cavalieri con sfilata tra i più bei costumi medievali ricamati anche con pietre preziose), GUBBIO (corsa dei ceri) e molto molto di più in ogni paese o città.

LA STORIA DI GRUTTI

Grutti sorse nel XI sec. con il nome di Grottombra , nel 1126 venne cinto da solide mura da signori ghibellini. Nel 1347 era considerato "villa" e contava 16 famiglie. Prese in seguito il nome "Grutti" per le numerose grotte di travertino presenti nel sottosuolo, dove si erano rifugiati i primi cristiani, seguaci di S. Terenziano. Nelle vicinanze sorge l'antica abbazia con chiesa romanica di S. Maria di Agello, costruita anteriormente al castello. Il luogo fu molto caro ad Angelo Cesi, vescovo di Todi, che vi fece eseguire alcuni interventi di restauro. Della struttura medievale oggi restano in piedi alcuni torrioni che sovrastano ampi tratti di mura. Le abitazioni dell'antico castello sono adibite a magazzini e cantine.

Della sua storia non sappiamo molto, il suo passato è avvolto da un ­fitto velo di mistero che lo rende ancora più a­ffascinante, dove leggenda, tradizione, fantasia e realtà si fondono armoniosamente. Grutti, qualche secolo fa detto anche Grotti, in antico era detto Grott'Ombra, "dalle spessissime grotti ch in questa tenuta s'incontravano, dove i primi cristiani, dopo il martirio di San Terenziano, si andavano ritirando": così si trova scritto in un vecchio documento dell'archivio comunale di Todi. Il nome, però, può anche derivare alla struttura del masso roccioso di travertino che si estende compatto da Grutti a San Terenziano, che permette l'esistenza di piccole gallerie o grotti, appunto, adibite a ricovero per bestiame o anche per persone in situazioni di emergenza (come in realtà avvenne nella seconda Guerra Mondiale per sottrarsi ai bombardamenti aerei).

Secondo gli storici, il territorio gruttigiano era certamente noto nel periodo romano e, in particolare, essi ritengono che Grutti nacque nel periodo Augusteo (40 d.C.) formando un unico complesso con S. Terenziano, detto allora "Colonia" perché abitata da coloni romani, per i quali la campagna di Grutti doveva essere come un senso obbligato per dirigersi verso Roma, visto che l’antico tracciato della via Flaminia si sviluppava a pochi chilometri da Grutti.

Il paese di Grutti incomincia ad avere una sua storia con l'a­ffermarsi dell'era cristiana e all'epoca delle fazioni medievali: il castello di Grutti, pur anteriore all'anno 100 d.C., secondo lo storico Lelio Pontani, fu cinto di mura nel 116 dai signori della fazione imperiale, mentre nel 347 da semplice castello "castrum" passò ad essere proclamato Villa. Il torrione che sovrasta il castello misura un'altezza di circa 20 m., una larghezza di 8 m. ed ha muri di uno spessore superiore al metro. L'accesso è possibile attraverso una prima rampa di scalette esterne in pietra e, per l'altra metà superiore, attraverso altre scale interne alla torre.

Accanto a questa grande torre, dal lato opposto, si trovava un'altra torre minore (precipitata con grande fragore sul piazzale antistante di Grutti nel 1949), ed insieme costituivano la facciata d'ingresso al castello, sostenendo alla base un gigantesco portone che chiudeva in sicurezza la popolazione del paese e sopra ad essa era collocata lo stemma della città di Todi, con la quale ha condiviso la sorte fino alla seconda metà del 1800.

All'interno del castello, subito dopo la porta d'ingresso, di cui oggi non esiste più traccia, vi era una cisterna sotterranea contenente acqua piovana, fornita di muretto divisorio per renderla potabile. Grutti vanta anche diverse torrette a sè stanti, oppure annesse a qualche fabbricato a scopo di difesa: si trovano un pò disseminate dappertutto in questo altipiano, nel rione di S. Costanzo, nei pressi di S. Maria d' Agello, ai lati della via che conduce al "Monte". Per farsi un'idea dell'antica opera di fortificazione, basta entrare dal lato sud e osservare il diruto di Montelupone: è un quadrilatero quasi perfetto dai 30 ai 35 metri di lato, munito di torre ad ogni angolo, di cui quella a nord ingrandita per abitazione, con mura di cinta di largo spessore e con feritoie e buche di scarico per palle di pietra.

La fantasia popolare sostiene che proprio da Montelupone parta un cunicolo o sottopassaggio e giunga fino a S. Maria d’Agello: sebbene tutto ciò sembri inverosimile, nell'estate del 1961 si è scoperto uno di questi cunicoli immediatamente sotto il greppo della strada di Pilo, fatto in mattoni e sufficiente per il transito carponi di una persona o per il trasporto di laterizi provenienti da una probabile fornace e ciò dà credito alla fantasia popolare.

LA CHIESA DI SANTA MARIA IN AGELLO

La Chiesa di Santa Maria in Agello è una piccola chiesa campestre romanica ubicata sulla sommità di una collina lungo la strada provinciale che da Grutti conduce a Castelvecchio.

La chiesa colpisce subito per la sobrietà della sua struttura: è a pianta rettangolare, lunga circa 12 metri e larga 8, e non presenta opere architettoniche esterne di grande rilievo. Ha una tipica facciata romanica a capanna in pietra squadrata, campanile a vela, un semplice rosone in asse con l'ingresso, il tetto a capriata. All'esterno, l'edifico religioso è affiancato, sia a destra che a sinistra, ruderi di abitato ed un piccolo orto nella parte posteriore.

L'origine della chiesa è molto incerta, se ne ha notizia nel gennaio 1276, quando i raccoglitori delle Decime nominano proprio la chiesa di Santa Maria in Agello in una sorta di ricevuta ante litteram.

Viene poi nuovamente menzionata nel 1560, quando il vescovo di Todi, Giovanni Andrea Cesi "fabbricò sopra il piccolo colle una villa quasi tutta al presente in rovina (Todi) e restaurò la chiesa di Santa Maria d’Agello".

 

 

 

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Da Orsolini i prezzi più bassi e i prodotti più particolari disponibili h24

Il nuovo spazio della Tabaccheria Orsolini sta mostrando tutte le potenzialità dei negozi aperti 24h. Esattamente di fianco alla tabaccheria e aperto ventiquattrore su ventiquattro, vi si possono trovare i prodotti più particolari (come bibite americane introvabili nei nostri classici supermercati), snack di vario genere, caffè e molto altro, a prezzi decisamente più bassi rispetto ai normali negozi. In un ambiente spazioso e comodo, sia per chi si ferma il giorno, sia per chi è di passaggio la notte, si tratta di un’attività innovativa a Spoleto, soprattutto per il livello di dettaglio con la quale l’ha proposta Andrea Orsolini.

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Come cambia il mercato immobiliare, 'Spoleto'S Home' si affaccia sul mercato estero

Il globo a portata di clic non è più un'utopia. Grazie alle finestre del web affacciarsi sulle piazze più disparate del pianeta è possibile e quello che fino a dieci anni fa era impensabile oggi è realtà. A beneficiare di questa grande opportunità del nostro tempo sono anche le imprese del settore immobiliare che, archiviato il vecchio adagio della vetrina fisica, si lanciano su mercati internazionali a colpi di tastiera. Oggi è il web la nuova frontiera del real estate market, troppo riduttivo l'ufficio, meglio una postazione virtuale senza mura dove colloquiare con l'altra parte del mondo attraverso una rete di partnership che aprono a scambi di domande fra potenziali investitori di ogni continente. Tramontata l'era dell'agente immobiliare 'ingessato' sulla piazza locale, l'imperativo è aggiornarsi e aprirsi a nuove collaborazioni, in una parola fare rete e sistema per raggiungere clienti altrimenti inarrivabili e luoghi fino a ieri inaccessibili. La sfida si gioca su Internet, grazie alla facilità di contatto con colleghi, spesso connazionali, che hanno scelto di lavorare all'estero con cui incrociare scambi e domande da parte di potenziali compratori. Una grossa mano la dà la regione, in particolare l'area di Spoleto e della Valnerina, già ampiamente frequentata e apprezzata da stranieri, che fa da esca naturale per clienti internazionali attratti dalle risorse del territorio, delle città d'arte e dei borghi disseminati sulle colline dell'hinterland umbro. Forte di queste premesse, la start up "Spoleto'S Home" ha inanellato una serie di nuove collaborazioni all'estero, bypassando i tradizionali portali e differenziandosi nell'offerta, mirata a un target internazionale, e nella scelta della squadra di lavoro, costituita in loco da una fotografa professionista e un traduttore madrelingua, e oltre confine da una rete di partnership con professionisti del settore. Ne abbiamo parlato con la titolare Claudia Cencini alla quale abbiamo chiesto il perché di questa scelta. "Lavoro nell'immobiliare dal 2005 - ha esordito - in questi ultimi anni ho alternato l'attivià di mediazione con altri lavori nell'ambito della comunicazione essendo giornalista, da qualche mese anche sulla spinta del mercato che sta dando segnali di ripresa ho deciso di rispolverare il patentino di agente immobiliare per intraprendere questa nuova avventura, ma da subito mi sono resa conto che da dieci anni a questa parte il lavoro non è più quello, prima le case si vendevano da sole, la porta dell'agenzia si apriva e il cliente entrava senza cercarlo, oggi non è più così, la differenza la fa la rete e il modus operandi ha subito una rivoluzione rispetto al passato". 

Come ha reagito al cambiamento?

Assecondandolo, anche se trovare la quadra non è stato facile, i primi mesi ho sofferto, non riuscivo a trovare la via giusta, inoltre lavorare in una città come Spoleto dove operano decine di agenzie alcune delle quali radicate da anni mi ha un po' spiazzato, inoltre il cliente non è più quello di una volta che vedeva e firmava la proposta d'acquisto, oggi è molto più esigente, si guarda intorno prima di scegliere perché è bombardato da un'offerta variegata, c'è un'inflazione di case in vendita senza precedenti, allora ho ragionato sulla strada da prendere e, considerata l'area in cui mi trovo, mi è venuto spontaneo pensare all'estero come mercato che ha ancora margini di successo in una terra come la nostra. 

Come si è mossa, alla luce di questa scelta?

Ovviamente, come in tutte le cose, da soli non si arriva lontano, così ho subito cercato collaborazioni con cui poter interagire e devo dire che le mie proposte sono state in gran parte accolte con favore da colleghi che operano sia in Italia con un occhio all'estero che in ogni parte del mondo. Ho stretto una partnership con una giovane collega di Israele che gestisce un portale di compravendite su scala globale, un accordo di collaborazione con un broker di Toronto, con la WGS Real Estate di Londra gestita da italiani che propongono agli inglesi immobili del Belpaese, solo per citarne alcuni.

Per finire, come definirebbe la natura della sua start up?

Una natura, per così dire, ibrida che associa il lavoro di mediazione con i contenuti, non a caso sul sito www.spoletohome.it c'è uno spazio dedicato al blog "Scopri l'Umbria", un contenitore di notizie sul territorio che può essere utile anche al potenziale cliente per non comprare a scatola chiusa.

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L'Agenzia del Demanio vende all'asta immobili in Umbria

Il Demanio si 'sveste" di gran parte dei propri beni immobiliari, sia alienandoli che proponendoli in locazione. L'agenzia ha indetto nuovi bandi con scadenza il 4 ottobre per la presentazione delle offerte che includono un pacchetto di proprietà anche in Umbria, dai terreni alle case cantoniere a prezzi decisamente competitivi, che partono da poche centinaia di euro come base d'asta per arrivare a importi più sostanziosi per soluzioni indipendenti con terreno. La vetrina immobiliare nel dettaglio, con il 'vademecum' per partecipare è sul sito dell'Agenzia del Demanio

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TIPICA CASA D'ALTRI TEMPI NELL'ORVIETANO

Porzione d'altri tempi su 4 livelli a Spiazzolino, piccolo borgo dell'orvietano, vicino Fabro, con cantina, legnaia e orto sul retro, per chi ama il sapore del passato trasmesso da particolari d'epoca, come la vetrinetta a muro, il caratteristico lavello in peverino, i travi in legno e i pavimenti in cotto. La casa si presenta come un cielo-terra di complessivi 110 metri quadrati e dispone di pertinenze come la caratteristica cantina con antico pozzo, forno a legna e lavatoio. Da una scalinata si sale al primo piano dove troviamo la cucina con camino. salone e bagno, ai piani superiori tre ampie camere. Una casa da personalizzare e fare propria senza snaturarla, ma da riportare all'originale con gusto e passione. 

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Spoleto'S Home lancia la sezione 'Under 50.000'

E' un buon momento per comprare casa, meglio se 'sottocosto'. L'agenzia immobiliare "Spoleto'S Home" inaugura la nuova sezione "Under 50.000" dove sarà possibile 'pescare' immobili per tutte le tasche, vere occasioni a prezzo 'affare', a partire da 25.000 euro nella zona di Spoleto, Campello sul Clitunno e bassa Valnerina umbra. In questa nuova vetrina di 'saldi' immobiliari, la nostra agenzia propone un ampio ventaglio di offerte immobiliari in città o in campagna, nella valle spoletina o nella vicina Valnerina umbra, con appeal e attrattive alla portata di tutti. Seguiteci!

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Da Terni all'Europa: la 'favola' di Shaila Sabatini

Giovane ma determinata e con un talento che ‘spacca’ varcando i confini del Belpaese. La stilista ternana Shaila Sabatini, fresca di laurea, fa il bis partecipando anche quest’anno al prestigioso Festival Europeo di Fotografia-Fotomodelli e Fashion designer (FFF) dove all’ultima edizione ha brillato piazzandosi seconda. Ma è lei stessa a raccontarci come è andata, non senza un pizzico di emozione per l’esperienza vissuta e l’ambito traguardo raggiunto:

“Dopo l’esperienza entusiasmante e costruttiva dell’anno passato ho deciso di partecipare anche quest’anno alla nuova edizione del “Festival Europeo FFF”, portando con me, come sempre, determinazione, impegno e passione. Nell’edizione precedente mi sono guadagnata il secondo posto presentando un abito sofisticato e dalla struttura particolare, chiamato “Il Bacio della Fortuna”. Il figurino proposto incarna la mia personale visione della Dea Tyche, scelta come protettrice e portafortuna durante il percorso del Festival. Dai tempi dei tempi, ogni individuo, tribù, popolo e sovrani, hanno sempre adorato e corteggiato la Dea della Fortuna, cercando di accaparrarsi la buona sorte ed il suo consenso anche attraverso doni, riti e preghiere. Osannata persino nella celeberrima opera epica “Eneide” da Virgilio, che nella nota locuzione latina narra: “Audentes fortuna iuvat”, cioè, “il Destino aiuta gli audaci”, favorisce chi osa. La famosa citazione invita tutti noi ad essere volitivi, coraggiosi ed impavidi davanti a qualsiasi tipo di evento, anche il più terribile ed imprevisto, perché il Fato è dalla parte di coloro che osano e sanno accettare gli opportuni rischi. Osare, anche quando la posta in gioco è altissima è la dote di chi, allontanata la paura, ha il coraggio di rischiare, ardire… azzardare”.

Come sei venuta a conoscenza di questo Festival?

Tramite il fotografo Massimo Massinelli con il quale collaboro da tempo e con entusiasmo ho presentato il mio figurino, che sottoposto all’attenzione dei direttori artistici è stato ritenuto all’altezza della finale della III edizione del Festival Europeo FFF 2018. La finale si è tenuta il 23 agosto 2018, in Abruzzo precisamente a Fossacesia, in provincia di Chieti, di fronte alla meravigliosa e suggestiva Abbazia di San Giovanni in Venere… L’evento, a mio dire favoloso, è stato interamente organizzato dalla fondatrice, Art director, nonché scrittrice e coreografa apprezzata nel campo della moda Alexandra Titova. A presentare l’evento Luca di Nicola, direttori artistici nella sezione fashion designers Stefano Montarone e Anna Paglione. Ad indossare il mio abito la bellissima Federica Ceralli, che è stata quella sera una sublime “Dea della Fortuna”.

Cosa hai in mente per l’edizione di quest’anno? Puoi darci qualche anticipazione?

“Spero che l’abito realizzato quest’anno e, del quale non mi è ancora possibile parlare, in quanto sono nel pieno della gara, sia gradito ed apprezzato come lo è stato quello dello scorso anno”.

E’ anche l’augurio che rivolgiamo di cuore a questa giovane modellista e fashion designer partita dall’Umbria alla conquista del mondo della moda, che già si è fatta notare per le sue doti meritocratiche, abbinando freschezza, umiltà e fantasia a un innato talento creativo. (c.c.)

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Solstizio d'estate, l'acqua di San Giovanni

"La rugiada di San Giovanni era considreata un'acqua miracolosa contro i mali e mischiata a erbe e fiori di campo era un cosmetico naturale per la bellezza della pelle. Messa dentro una brocca per tutta la notte la mattina dopo le ragazze si lavavano con quell'acqua odorosa e leggevano nel fondo del recipiente il nome o il mestiere del futuro sposo". Tratto da "Quando la festa era festa" di Novella Monticelli, ed. Carta Bianca.

La Pro Loco di Spoleto “A. Busetti” in collaborazione con il Micologo Giorgio Fantaulli e con Zon@ambiente, organizza due serate dedicate “All’ Acqua di San Giovanni”, “All’ Estrazione degli Oli Essenziali” dalle erbe e dai fiori che la compongono e una “Escursione Botanica”, finalizzata alla conoscenza e alla raccolta delle erbe e dei fiori utilizzati per realizzare la
“Magica Acqua di San Giovanni”:
Il “Solstizio estivo”, tra magia e sacralità, è quando il sole arrivato al massimo del suo splendore inizia a decrescere. Esso rappresenta il giorno e la notte in cui le forze della natura si scatenano e si decidono le sorti dell’intero anno, per i raccolti e per l’amore.
Associato al “Solstizio estivo”, un rituale arcaico tra paganesimo e cristianesimo:
“L’Acqua di San Giovanni”.
Un rito apotropaico, propiziatorio e purificatorio, che vede l’acqua e una lunga lista di erbe e fiori come protagoniste che acquistano nella festa del Battista, ossia la notte tra il 23 e il 24 Giugno, dei poteri magico divinatori grazie alla rugiada e al firmamento.
Nella seconda ed ultima serata, la Dott.sa Paola Angelini, esperta nel settore illustrerà gli aspetti generali degli oli essenziali, cosa sono e come si estraggono, proprietà e applicazioni. E per concludere, una dimostrazione pratica del procedimento tramite l’uso di un estrattore professionale per ricavare gli oli essenziali da alcune erbe che compongono “L’Acqua di San Giovanni”. Le lezioni si svolgeranno presso la sala della biblioteca “Montagne di libri” della Comunità Montana di Spoleto in via dei Filosofi n°89, secondo il seguente programma:

20-06-2019 Ore 20:30/23:00
“L’Acqua di San Giovanni” e “Solstizio d’Estate”, origini, miti e leggende, descrizione delle erbe e dei fiori che la compongono e curiosità. Un viaggio alla scoperta del rito popolare, tra acqua e fuoco, tra luna e spiritualità.
Relatore: Micologo Giorgio Fantaulli
21-06-2019 Ore 20:30/23:00
“Estrazione oli essenziali”, aspetti generali, cosa sono e come si estraggono, proprietà e applicazioni. Dimostrazione pratica di estrazione degli oli essenziali da alcune erbe che compongono
“L’Acqua di San Giovanni”.
Relatrice: Dott.ssa Paola Angelini
23-06-2019 Ore 9:00 con pranzo al sacco condiviso…
“Escursione Botanica per i Monti Martani”, finalizzata all’individuazione e alla raccolta delle erbe e dei fiori utilizzati per realizzare L’Acqua di San Giovanni , passeggiata suggestiva tra natura, storia e religione.
Accompagnatrice e Guida Botanica: Cinzia Stella, Vivaista, Coltivatrice e Raccoglitrice di erbe spontanee
Il costo per la partecipazione alle due serate è di Euro 10,00 complessive.
Mentre il costo per la partecipazione all’Escursione Botanica” è di Euro 05,00.
Per info e preiscrizioni, rivolgersi al seguente numero:
Giorgio : 3291074686

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ANTICO COMPLESSO SUL CIGLIO DELLA ROCCIA

Antico complesso in parte recuperato a fianco di chiesina medievale nel borgo di San Renzano sulle colline fra Spoleto e Terni, con affaccio sul Terminillo. L'intero stabile consiste in due ruderi, di cui uno recuperabile, affiancati all'antica chiesa del borgo, e da un appartamento su 2 livelli già vivibili, costituito da zona giorno con angolo cottura e due camere e bagno al piano superiore. Ampia corte di pertinenza e possibilità di acquistare altro terreno circostante. Posizione unica per panoramicità e bellezza paesaggistica. La proprietà è in vendita a € 230.000 t.li info in agenzia Spoleto'S Home (Foto di Emanuela Duranti)

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Di torre in torre, un tuffo nell'Umbria del Medioevo

Dalla torre di Umbriano, il borgo fantasma che 'spia' l'abbazia dirimpettaia di San Pietro in Valle alle torrette di avvistamento dei 'castra' medievali disseminati in Valnerina e nella valle spoletina. Spoleto'S Home inizia un viaggio alla loro scoperta, attraverso foto-racconti e sorprendenti retroscena storici per chi ama questi straordinari patrimoni del passato e vuole riportarli a nuova vita, un'impresa possibile dal momento che molte di queste torri, ristrutturate o da ristrutturare, sono oggi in vendita.

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'SPOLIA 4°/IL CANTO DELLA TERRA'

SPOLIA 4° / IL CANTO DELLA TERRA / Ecco Spoleto colma di uomini e di ricchezze… 
AGRICOLTORI/ARTIERI SANTI & CAVALIERI
Progetto a cura di Franco Troiani - Studio A'87 
Con il patrocinio del Comune di Spoleto

SPOLETO - PALAZZO MAURI / Giovedì 30 maggio - Ore 15:30
BIBLIOTECA COMUNALE - 1° Piano (Via Brignone 14)
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Jeffrey Isaac / “Animal portraits” (Sala Convegni 1° Piano - fino al 14 luglio 2019) Ritratti dipinti a olio di personaggi in giocosa metamorfosi (opere del 1994-1996). Una serie di oli su tela di amici dell’artista ai quali fu richiesto di identificarsi con un animale. Ritratti della famiglia LeWitt, Ellen Stewart e tanti altri amici e parenti americani ed europei dell’artista... /… “91 Animal Portraits’ is a series of oil paintings of friends of the artist who were asked to portray an animal. Here are 91 portraits of the LeWitt family, Ellen Stewart and many other American and European friends of the artist who chose to portray an animal and stand to be painted by Isaac. The whole portable exhibition is printed in full color and dedicated to his brother, Jan Luss. Done over the period of two years, the artist selected members of his own family as well as friends. It is an interesting performance-both on the part of the subjects as well as the artist, who has portrayed himself as a monkey. “– Umbrella 20, no. 2, 1997. // A cura di Studio A’87 
Roberta Menaguale - Anastasia Orlova - Giulia Romitelli / Tre giovani architetti in “Esame” (Salone Mauri 1° Piano) Tema: "Caratteri costruttivi degli edifici storici e problemi di restauro" // “Studio dell’Oratorio dei Disciplinati” di Beroide Facoltà di Architettura - Università degli Studi “La Sapienza” di Roma / Esposizione di 14 tavole cm.84,1 X 59,4 “L'oratorio dei Disciplinati, dal nome dell'antica confraternita stabilitasi a Perugia nel 1260, sorge a Beroide, la più importante "villa nuova" del territorio spoletano; resa celebre dalla sua posizione geografica lungo il corso dell'antica via Flaminia e dalle ricche coltivazioni agricole. Fu eretta tra il 1475 e il 1479, durante i lavori di ricostruzione del borgo come castello per concessione della stessa Spoleto. La particolare connotazione dell'edificio consiste nel suo essere integrato all'interno delle mura del castello e, conseguentemente, legato alla sua storia. Infatti, in seguito alle diverse guerre tra Beroide e Spoleto, l'oratorio fu distrutto e ricostruito più volte fino all'attuale identificazione. Obiettivo del nostro studio è stato quello di ripercorrere la storia dell'oratorio e del suo borgo, durante le principali fasi di costruzione e modifica dello stesso, arrivando a promuovere ipotesi circa la sua evoluzione.” 
INTERVENTI: “….e continuare ad andare a cavallo” - Ore 16:00

Maria Rita Zengoni (assessore alle Politiche ambientali del Comune di Spoleto)
Saluti del Sindaco Umberto de Augustinis e dell’Assessore alla cultura Ada Urbani

Emanuele De Donno (architetto / operatore culturale):
Poetica “animale /umana” nelle opere di Jeffrey Isaac.

Giulia Romitelli (architetto) “Studio dell’Oratorio dei Disciplinati”di Beroide (Sala Mauri 1° Piano)

Lidia Antonini (storica dell’arte, vice-presidente Anisa): Chiesa di Sant’Angelo a Camporoppolo di Beroide e la Via Flaminia 
Testo in esposizione di Agostino Lucidi (ricercatore Cedrav)

Fabio Pagano (archeologo / direttore del Museo Archeologico Nazionale di Spoleto):
Elementi plastici di cavalli e altri animali nei recenti scavi di Piazza d’Armi a Spoleto.

Giuliano Macchia (architetto): Simbologie del bestiario medioevale / facciata di San Pietro a Spoleto.

Nello Teodori (architetto / direttore del Museo dei Somari di Gualdo Tadino):
“CaSoMai” cavalli versus somari somari versus cavalli . 
Moreno Orazi (architetto / operatore culturale): Dalla parte degli asini / una riabilitazione storica postuma. 
Bernardino Sperandio (storico dell’arte): Vacche sacre del Clitunno
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BESTIARIO POST/ATOMICO” 2 Esposizione di opere di artisti contemporanei italiani e stranieri

Fotografie di Emanuela Duranti
In corso d’opera, a cura di Studio A’87

SPOLIA 4°. Manifestazione nata con lo scopo di sensibilizzare cittadini e istituzioni pubbliche e private, al recupero definitivo della chiesa terremotata “Sant’Agnorillu” di Camporoppolo… e continuando ad andare a cavallo! L’idea di porre attenzione su Sant’Angelo di Nace a Camporoppolo di Beroide a Spoleto, lungo l’originario diverticolo della Flaminia, nasce da occasionali incontri dopo la manifestazione SPOLIA 3° nella domenica del 30 dicembre 2018: happening che ha raccolto importanti testimonianze di artisti anche stranieri e interventi di operatori culturali. Numerose le presenze di cavalieri, storici fantini e tantissime persone curiose di vedere finalmente la chiesa aperta al pubblico. La particolare bellezza di questo piccolo monumento romanico del ‘300, è sempre visibile a tutti i passanti, ma la sorpresa è all’interno, dove le testimonianze degli affreschi, benché danneggiati dai recenti terremoti, sono pregevoli e ricchi di simbologie ancora percettibili: la rappresentazione dell’Apostolo Giacomo e il suo baculus da viaggio a testimoniare la devozione per il Cammino dei pellegrini diretti a Santiago de Compostela, è di rimando a quella di Giovanni Spagna nella chiesa di Sangiacomo, quindi, va intesa beneaugurante… Sant’Agnorillu va salvata! Il territorio contiene infinite storie e vicissitudini, nel 217 a.C. vi si accampò Annibale, prima del fallito attacco alla Città di Spoleto. Dopo oltre un secolo (82 a.C.), fu teatro della cruenta battaglia tra gli eserciti di Mario e Silla... / ".. ancora oggi il 30 dicembre e l’ultima domenica di maggio di ogni anno, cavalli e fanti avvertono i fremiti e gli spasimi di quello scontro sanguinoso...” / …così come sanguinosa fu la sorte del giovane Cavaliere Ponziano, santo martire e patrono della Città, decapitato a soli diciannove anni per fede cristiana, dai Romani al Ponte Sanguinario, il 14 gennaio175. Con la discesa dei Longobardi, per gli abitanti del comprensorio spoletino fu un periodo glorioso, e di grande rispetto reciproco, benché occupati e vinti, furono trattati alla pari, né servi né subalterni come poi accaduto in seguito. Nei campi, tra i Castelli di Azzano, Beroide, Protte e San Giacomo, la chiesa romanica di Sant'Angelo domina solitaria sull'antico tratto della Via Flaminia da Spoleto per Foligno. E’ la Strada della 'Conversione’ di Francesco d’Assisi deciso a combattere nelle Puglie per essere finalmente consacrato cavaliere: si narra di un’apparizione del Signore mentre riposava nella vicina chiesa di San Sabino. Francesco, profondamente turbato dal monito divino, torna indietro con il suo cavallo e arrivato nei pressi di Foligno, si spoglia e dona la preziosa armatura e le sue vesti (1205). Si converte alla tolleranza e al servizio dei poveri, forse il “francescanesimo” non sarebbe mai nato in altre strade. In seguito, durante un suo ritiro spirituale nell’umile eremo di Monteluco, benedirà la sua “Valle spoletana”, territorio fecondo anche se con lunghi periodi di grandi crisi sociali ed economiche, guerre e occupazioni, che hanno condizionato la vita degli abitanti, prevalentemente agricoltori, contadini e artigiani, costretti a difendersi e chiudersi in castelli rurali ancora oggi vissuti e fortunatamente protetti. “Sant’Agnorillu possiede qualcosa di magico, è come un‘Arca , il campanile una prua… dentro ci sono i santi protettori. E nei dintorni sono sparsi secoli di storia, di fatica, di amore per la terra e per gli animali conviventi primordiali. Un tempo, nell’ultima domenica di maggio, i cavalieri con le puledre più belle ripetevano i rituali tre giri intorno alla chiesetta per auspicare la salute del cavallo, del cavaliere, e il continuo canto della terra…” Dopo l’ultima guerra, sulla strada Beroide - Protte, venivano organizzate corse di cavalli provenienti anche da altre regioni. "Fantini" locali, poi divenuti esperti, gareggiavano in tutta Italia, alcuni alla Quintana di Foligno o al Palio di Siena, altri, ancora oggi, negli ippodromi nazionali più importanti. Ne è l’esempio Stefano Settimi che a suo tempo, dopo aver corso in diversi ippodromi, a Corridonia, le Capannelle a Roma, le Cascine a Firenze ecc., ha continuato a coltivare la sua passione ospitando per alcuni anni altri fantini come Guido Tomassucci detto Bonito da Silva, vincitore a soli 19 anni del Palio di Siena, sostenendo insieme a Mirko Del Gallo, il giovane spoletino Germano Marcelli, originario di Camporoppolo, fantino che ancora continua a scrivere la storia dell’ippica italiana e che recentemente ha ottenuto il titolo di "champion jockey" La vita in campagna oggi è cambiata, nelle strade non si organizzano più corse di cavalli, non più animali liberi al pascolo, solo automobili guidate da automi impazziti senza il minimo rispetto per il territorio e per chi vi abita. Una guerra continua con dispute tra stessi automobilisti, ciclisti , turisti e passanti.
Forse bisognerebbe affrontare i problemi di questa immensa vallata, ci vorrebbe promozione per le attività locali e più attenzione per chi vi abita. Anche se l’attuale sistema economico ha reso difficile la vita alle aziende agrarie, c’è ancora chi continua a coltivare la terra e privilegiare la vita collettiva nel più possibile connubio uomo-natura, ma persiste lo spopolamento dei paesi, l’abbandono della terra, con il conseguente disastro economico, l’esasperazione dei vecchi e dei giovani che non hanno prospettive. Per questa edizione 2019 ed altre a seguire, si sta cercando di unire realtà locali individuate in alcune associazioni culturali e pro-loco, sperando nella collaborazione di amministrazioni pubbliche e private per proseguire condividendo un progetto di resistenza e di rinascita del territorio. // (FrancoTroiani - Studio A’87)

Ph. Emanuela Duranti

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Catinelli, il borgo delle grotte sulle colline di Spoleto

Sulle alture delle antiche Terre Arnolfe, fra Spoleto e la Valserra, svetta un borgo che sembra uscito da un libro di favole, un paesino medievale incastonato nella roccia, oggi completamente disabitato, ma meta di escursioni per gli amanti del trekking e della mountain bike. Per raggiungerlo ci sono due modi; o si sale da una mulattiera che si diparte da Pompagnano, alle porte di Spoleto, o si percorre la strada di montagna che da Crocemarroggia, in direzione Acquasparta, costeggia Balduini e Castagnacupa per poi riallacciarsi, sull'altro versante, alla Valserra ternana, un tuffo emozionale in una terra antica 'vestita' di boschi, marroneti e tartufaie. Arrivati a Catinelli lo spettacolo toglie il fiato, lo sguardo si spande sulle biancastre terrazze rocciose dominate dalla sagoma della chiesina romanica, qui da quache anno non ci vive più nessuno, non si incontra anima viva, se non le pecore di Angelo, l'unico pastore che di giorno sale fin quassù per pascolare il suo gregge.

CATINELLI

Il piccolo centro abitato di Catinelli si trova appollaiato sopra ad un rilievo roccioso al centro di una vasta area boscata, nella zona montuosa ed impervia, benchè panoramica e di grande valore ambientale, che si trova a cavallo tra le più dolci vallate del Torrente Marroggia e del Torrente Tessino.

L’insediamento era già esistente nel 1279, quando faceva parte del gruppo delle ville rurali che componevano il contado del Comune di Spoleto e non sembra sia mai stato interessato da fortificazioni, anche se la sua posizione naturale, in un luogo di per sè stesso inaccessibile e inattaccabile, potrebbe far pensare il contrario.

Si tratta di diverse case con annessi rurali che si sono stratificate nei secoli, fondate sulla viva roccia del rilievo, che presentano soluzioni architettoniche di forte impatto, in modo da dare alla località un’impronta unitaria e caratteristica.

Recentemente gran parte delle case del paese sono state interessate da una fase di recupero strutturale, funzionale e migliorativo, che ne ha valorizzato sia l’aspetto architettonico che quello estetico.

Chiesa della Purificazione di Maria

La piccola chiesa di Catinelli, consacrata alla Purificazione della Madonna, si trova edificata nella parte più alta del paese, originaria del sec. XIV e conserva gran parte della sua struttura romanica originale in grezza cortina bianca.

L’edificio di culto ha comunque avuto un riadattamento in epoca successiva, durante il sec. XVI, periodo a cui appartengono sia la riduzione della navata, che il portale in laterizio, il nuovo pavimento in cotto ed il campaniletto a vela in facciata.

Il piccolo interno, quadrato e coperto a capriata, conserva nella parete di fondo completamente affrescata in epoca cinquecentesca  al centro la Madonna col Bambino ed ai lati i Santi Rocco, Barbara, Lucia e Antonio Abate, forse di un compagno e comunque affini allo stile di Piermatteo Gigli, mentre sulla parete laterale sinistra si trova una Madonna di Loreto datata 1577 e a lato destro dell’altare i resti di un’altra Madonna in trono di epoca quattrocentesca.

Durante la riduzione della chiesa operata nel sec. XVI nello spazio rimasto libero dalla chiesa è rimasto il pavimento in pietra romanico con una tomba a pozzetto, che attualmente rimane esterna sul piccolo sagrato. (si ringrazia per le notizie storiche il prof. Agostino Lucidi - Foto Emanuela Duranti) 

 

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In vendita la dimora spoletina di Vincenzo Cerami

Una dimora d'amosfera dove si respira storia e poesia nel cuore del centro storico di Spoleto, l'ultima casa spoletina del grande scrittore e sceneggiatore Vincenzo Cerami, oggi in vendita per tornare a una nuova vita e far 'respirare' i suoi magnifici ambienti rustici, la grande cucina con fratino e focolare, le intime camere e il cortiletto privato dove mangiare fuori o sostare per un 'sorso' di sole. Info: SPOLETO'S HOME 0743.674853 - mobile 331.2978410 (foto Emanuela Duranti) 

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Da Spoleto'S Home un ventaglio di affitti a partire da € 250

Non solo vendite. Ora Spoleto'S Home propone anche un ampio ventaglio di case in affitto, a partire da € 250 mensili. Scopri le offerte nella nuova agenzia di via Giuseppe di Vittorio 6, troverai un'ampia scelta di proprietà in locazione, a breve o lungo periodo, a Spoleto città e periferia.

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L'Umbria è una regione a vocazione mellifera, il miele di Spoleto

Anche se questa primavera non è la stagione migliore per la produzione di miele, è già allarme per le condizioni climatiche che 'blindano' il lavoro delle api e fanno restare vuoti i melari, l'Umbria si conferma regione mellifera per eccellenza. Particolarmente apprezzato il miele di Spoleto che si produce in più versioni, le più apprezzate sono il miele di castagno e di corbezzolo o il classico millefiori. Ma ne esistono anche altri tipi, come quello di erica dal sapore caramellato, di girasole, di eucalipto, lavanda e rosmarino.

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A Passo d'Acera, il culto di Sant'Egidio

(Testo e foto di Emanuela Duranti) Come moderni viandanti proseguiamo, il nostro cammino alla scoperta della Via della Spina.

Il pensiero va ai viandanti che a piedi o a dorso di mulo percorrevano questa strada, che allora era una mulattiera e a quanto il loro cammino fosse duro e pericoloso, tra animali selvatici, briganti e soldati di ventura.

La natura qui è lussureggiante, in un territorio quasi incontaminato e ci offre nelle varie stagioni un caleidoscopio di colori.

Salendo troviamo Passo d’Acera.

Qui si può ancora vedere un tratto del primissimo tracciato della strada, che è stato deviato per l’impossibilità di allargarla e quello che rimane della Torre di Avvistamento, probabilmente di origine longobarda, dalla quale i soldati di guardia controllavano tutti quelli che transitavano.

Poco distante sorge la Chiesa di Sant’Egidio, ormai in totale stato di abbandono, un santo al quale spesso sono dedicate anche le edicole nei crocevia delle strade, perché considerato il Santo Eremita dei bisognosi e dei tribolati.

Sant’Egidio è originario della Grecia, visse per lungo tempo in eremitaggio in un luogo deserto in compagnia di una cerva, che gi forniva il latte, poi trasferitosi in Gallia, costruì un monastero di cui divenne abate.

Il culto di Sant’Egidio divenne di dimensioni europee tra il X e il XIII sec., era invocato per un gran numero di malattie, dalle febbri malariche, alla follia e i terrori notturni.

La fama di Sant’Egidio divenne tale che, si narra che Carlo Magno lo supplicò di pregare per lui per avere il perdono di una colpa che non osava confessare.

La domenica successiva apparve a Egidio un Angelo che depose un biglietto sull’altare, sul quale era scritto il peccato segreto del sovrano, che così poté essere perdonato.

Nel XIV sec entrò nel novero dei “ Santi Ausiliatori”.

Nell’iconografia cristiana è raffigurato con una cerva.

Protettore delle genti di mare, dei pastori e dei mendicanti, in qualche modo tutte figure legate al viaggio.

Viaggio come scoperta di nuovi luoghi, o viaggio che i pellegrini facevano per raggiungere i luoghi di culto per pregare e chiedere grazia, ma anche, come gli eremiti, viaggio inteso come percorso alla scoperta di se.

Da Ulisse a Joyce, il viaggio, elemento fondante della storia dell’uomo.

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NON SOLO CASE... VIENI, C'E' UNA STRADA NEL BOSCO

Non solo case. L'agenzia Spoleto's Home, oltre ad essere specializzata nella vendita di case e casali nella zona di Spoleto, Campello sul Clitunno, valle trevana e bassa Valnerina umbra, propone in vendita anche boschi e terreni. Info in agenzia (0743.674853 - 331.2978410)

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SPOLETO 'PARTICOLARE', ALLA SCOPERTA DEGLI ANGOLI PIU' SUGGESTIVI DEL CENTRO STORICO

Spoleto fa rima con magia, la magia dei suoi vicoli, di quelle viuzze che si attorcigliano fino a portarci in alto, sulla sommità della Rocca albornoziana da cui si domina un mondo di verde bellezza. Storia, arte e cultura sono gli ingredienti di questo viaggio a ritroso, che ci porta a scoprire per immagini il fascino intramontabile di una città che sfida le mode e i terremoti, afoggiando un karisma senza tempo. Stradine, fontane, facciate di palazzi nobiliari, scalinate e ancora case, particolari d'epoca, intime piazzette, portoni secolari, affacci sui tetti. Uno spattacolo che gratifica lo sguardo e apre orizzonti di conoscenza.

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