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Tempo di fave, la ricetta della 'scafata'

A maggio il legume 'principe' della cucina povera umbra

Erano e sono l'ingrediente base per pietanze tipiche della cucina 'povera' umbra. Molto diffuso sulle tavole contadine di una volta, ma altrettanto apprezzato oggi, è il passato di fave (fae stiacciateofave in purèa) spalmato sopra fette di pane casereccio tostate, sfregate con aglio e condite con abbondante olio extravergine. Altro piatto della tradizione lefave dolci dei morti, in memoria delle offerte di fave fatte dagli antichi romani al Lèmuri nei banchetti funebri.

La ricetta della 'Scafata'

Con questo termine dialettale si indica il baccello delle fave. Ne occorrono circa un chilo per 6 persone, fresche e già sgranate. Mettetele in un tegame con 400 gr di bieta, lavata e tagliata a pezzi, una costa di sedano e una carota tritate, 1/2 bicchiere di olio, sape e pepe. Fate cuocere a fuoco lento per 3/4 d'ora, poi aggiungete 400 gr di pomodori freschi maturi, spellati e tagliati a dadi, mescolate di tanto in tanto e servite caldo.

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