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LEONARDO CARLETTI DA TERNI: MA...MMA, CHE CAMPIONE!

Incontro con una stella nascente del firmamento sportivo umbro

Si scrive MMA, si legge Mixed Martial Ars. Non uno, ma un ‘pacchetto’ completo di sport da combattimento in cui primeggia Leonardo Carletti, classe 1991, atleta professionista di Terni, stella nascente dell’agonismo sportivo nazionale e grande orgoglio umbro.

Vincitore del titolo ETF “Extreme Top Fighters” italiano, combattuto a Frosinone lo scorso febbraio, il giovane campione ternano si è aggiudicato la competizione nazionale nella categoria 70kg, peso medio leggero, sbaragliando l’avversario Gianfranco Reiti. Un risultato frutto di talento, lavoro, sacrificio e di un vincente lavoro di squadra, che ha visto alleate di Carletti figure che hanno svolto un ruolo di fondamentale importanza nel suo approccio alla competizione, in primis la preparatrice atletica Ilaria Salvini e il nutrizionista professor Francesco Pasqualoni.

MMA, acronimo di “Mixed Martial Arts”, è uno degli sport da combattimento più completi, che comprende: Kick Boxing, Muay Thai, lotta libera e greco romana e il Ju Jitsu brasiliano. Sembra una disciplina nata da pochi anni e per questo scarsamente supportata dalle istituzioni, ma vanta origini antichissime, risalendo al “Pancrazio” greco, ripreso poi dal “Vale Tudo” brasiliano, per poi diventare oggi MMA.

Ma vediamo i primi passi di Leonardo Carletti in questo sport tanto affascinante quanto impegnativo, fisico e mentale al tempo stesso. L’atleta ternano inizia a praticare arti marziali nel 1996 con il Karate coreano, il “Tang soo do”. A 15 anni si avvicina al ju jitsu che praticherà per 8 anni. Intorno ai 18 anni scopre le MMA, non trovando a Terni palestre dove praticarla, inizialmente si allena a Bastia Umbra, fino al 2013 quando le MMA della Legionarvs League (gruppo fondato dall’artista marziale Alessio Sakara), trovano “casa” nella palestra Guazzaroni di Terni.

E’ instancabile Leonardo, nonostante la giovane età si fregia di una fulgida carriera atletica costellata di traguardi e blasoni, con all’attivo poco meno di venti incontri, contando quelli da semiprofessionista e quelli da professionista. Ma lui non si limita a gareggiare. Oltre, infatti, ad essere un ottimo atleta sportivo professionista da circa quattro anni, svolge un lavoro notturno come panettiere (da qui il bizzarro soprannome sportivo “Panarvs”) e, come se non bastasse, è allenatore del “Legio’s Team” di Terni presso la palestra CrossFit di via Maestri del Lavoro 27, squadra formata da circa 30 atleti, dai 13 anni in su, della quale fanno parte anche 4 donne. Leonardo porta avanti questo impegno con la stessa immensa passione e ferrea determinazione che caratterizzano il suo percorso sportivo. Il suo scopo è racchiuso nelle sue parole: “Rappresentare un esempio per i ragazzi che mi seguono, insegnando loro valori fondamentali, quali la perseveranza, l’onore, il rispetto, l’umiltà, la disciplina, il coraggio e lo spirito di sacrificio. Principi utili nella vita quotidiana per automigliorarsi”.

E’ un vulcano Leonardo Carletti, non pago della sua doppia vita di atleta di giorno e fornaio di notte, si dedica anche ad altri progetti che lo gratificano. Uno degli ultimi riguarda un documentario in 3 puntate che svela i retroscena delle MMA con l’obiettivo di sfatare il pregiudizio e l’alone di violenza creatosi intorno a questo sport. Al contrario, Leonardo ci tiene a sottolinearne il grande lavoro fisico e mentale che c’è dietro: “Sul piano atletico – sostiene - è una disciplina che prepara a 360 gradi, racchiudendo al suo interno altri tipi di sport da combattimento e consente di prepararsi ad ogni tipologia di sforzo”. A suo avviso “il più grande pregio di questo sport è nell’impatto psicologico che ha, ponendo le persone davanti ai propri limiti, alle proprie paure e alle proprie insicurezze”.

Questo tipo di preparazione, infatti, consente di acquisire una maggiore sicurezza in se stessi, abituandosi anche a reagire tempestivamente pur essendo sottoposti a pressioni e a gestire con maggiore lucidità situazioni problematiche o critiche.

“Per questa ragione – precisa Leonardo - è una disciplina particolarmente indicata per soggetti “deboli” o insicuri, lavorando sulle proprie fragilità è possibile consolidare il proprio carattere raggiungendo un grande livello di autodeterminazione e una maggiore sicurezza in se stessi, basata sulla consapevolezza delle rispettive capacità”.

Più che uno sport una scuola di vita, insomma, che aiuta a crescere e a strutturarsi per affrontare al meglio le sfide quotidiane.

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