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LEGGENDE UMBRE: LA TORRE DI GRUTTI E IL CAVALIERE CHE CACCIAVA CON AGHI D'ISTRICE

LEGGENDE UMBRE: LA TORRE DI GRUTTI E IL CAVALIERE CHE CACCIAVA CON AGHI D'ISTRICE

Sulle verdi colline umbre, nel cuore del Belpaese, si erge una panoramica torre medievale di avvistamento al centro di una ‘terrazza’ naturale con affacci spettacolari, a soli dieci minuti d’auto da Todi e appena 900 metri dal villaggio di Grutti. Una residenza storica in posizione incantevole, nel cuore dell’Umbria, sapientemente restaurata nel rispetto delle antiche mura in pietra spesse oltre il metro che la rendono antisismica anche perché costruita su un altopiano roccioso, oggi in vendita (info@spoletohome.it - 0743.420264).

Nel complesso la torre misura circa 240 mq articolati su 4 piani divisi in due appartamenti indipendenti, più un annesso con legnaia e un antico forno a legna. Il pavimento è in pregiato parquet iroko, la zona giorno ‘sfoggia’ due camini perfettamente funzionanti, uno dei quali costruito con un antico architrave in travertino di epoca romana.  In totale la casa ha 6/8 posti letto, un bagno e un punto cottura in ogni appartamento. Si tramanda, fra storia e leggenda, che anticamente sia appartenuta a un cavaliere di cui si racconta cacciasse con una cerbottana che lanciava aghi d’istrice.

Immersa nel verde incontaminato (mai usati pesticidi) è circondata da quattro ettari di prato, giardino, alcuni alberi da frutta e frutta e bacche di bosco (prugne, albicocche, nocciole, more, corbezzoli, sorbe, ginepro, funghi, e addirittura tartufi!) un fico di circa 200 anni che produce ottini fioroni, cosiddetti settembrini, la cui chioma è un gigantesco ‘ombrello’ naturale che ripara dal caldo estivo e invita a sedersi alla sua ombra. E’ protetta a nord da un bosco di querce, sempre della tenuta. Oltre alla legna, la ricchezza della torre è un pozzo di purissima acqua sorgente. E’ possibile quindi installare una piscina. Essendo un angolo incontaminato è popolato da animali selvatici come tassi, istrici, scoiattoli dal cuore bianco, donnole, lepri, volpi, allocchi, cuculi, tortore, falchi, usignoli e grande varietà di volatili.

La torre è in Via Santa Maria in Agello, che ha preso il nome dalla Chiesa di Santa Maria in Agello (Agello vuol dire campicello), piccola chiesa campestre romanica di cui si ha notizia già nel gennaio 1276, ubicata sulla sommità di una collina lungo la strada provinciale che da Grutti conduce a Castelvecchio. E’ possibile raggiungerla a piedi dalla torre camminando per una romantica stradina interna. Pare che la chiesa avesse anche un passaggio segreto sotterraneo che la collegava alla torre. Ogni anno nel mese di Agosto si festeggia un antico pellegrinaggio; viene coinvolto tutto il paese con giorni indicati nel programma, eventi, un ricco menù da degustare tutte le sere all’interno del castello, antichi giochi, banchetto medievale, musica e processione con il corteo storico e gli sbandieratori fino alla Chiesa di Santa Maria in Agello.    

A Grutti c’è un ottimo ristorante rinomato in tutta l’Umbria, “Le Noci“, dove è possibile gustare piatti locali a prezzi modici. Inoltre i proprietari producono squisiti vini “Grottombra” (antico nome di Grutti) fatti con la loro uva.

A sud c’è un altro paesino, Castelvecchio, con esperto pizzaiolo e forno a legna, e a due chilometri a nord un paese più grande, San Terenziano, con ristorante, supermercati (mercato all’aperto il martedì), farmacia, ambulatorio medico, bar, vecchio forno, cartolibreria, macelleria, distributore di benzina, maneggio, piccolo aeroporto, parco giochi e campo di calcio.

Altre notizie:

A dieci minuti, a Ponte Rio, ci sono molti supermercati, fornitissimi, ad ottimi prezzi, anche con cibi pronti, una gran varietà di prodotti locali e banco del pesce. Notevoli la cantina “Tudernum” con il famoso Grechetto di Todi, aperta anche la Domenica, dove è possibile degustare, e il caseificio Montecristo con un varia produzione di formaggi freschi o stagionati. Vi sono inoltre servizi di tutti i tipi, da elettrauto, officina auto, ferramenta, farmacie, negozi per shopping, un grande ed elegante emporio cinese, pasticceria, etc. etc.
In ogni giorno della settimana è possibile trovare un mercatino all’aperto come quello vasto di Todi il sabato mattina o il mercoledì a Bastardo. Durante l’anno si tengono sagre gastronomiche ovunque.

L’Umbria ha una ricca storia d’arte con il trionfo nel medioevo. Le cittadine più famose hanno note manifestazioni: SPOLETO (Festival dei Due Mondi), BEVAGNA (Le Gaite, antica fiera dell’artigianato medievale), TODI (Teatro, Cinema, Festival), SPELLO (decorazione floreale), ASSISI (i mitici affreschi di Giotto), MONTEFALCO (affreschi e museo di Benozzo Gozzoli, industria tessile e vinaria), PERUGIA (arte, storia, architettura, università internazionale, festival della cioccolata), ORVIETO (duomo tra i più famosi al mondo e ristorante Vissani), FOLIGNO (LA Quintana, antico gioco di cavalieri con sfilata tra i più bei costumi medievali ricamati anche con pietre preziose), GUBBIO (corsa dei ceri) e molto molto di più in ogni paese o città.

LA STORIA DI GRUTTI

Grutti sorse nel XI sec. con il nome di Grottombra , nel 1126 venne cinto da solide mura da signori ghibellini. Nel 1347 era considerato "villa" e contava 16 famiglie. Prese in seguito il nome "Grutti" per le numerose grotte di travertino presenti nel sottosuolo, dove si erano rifugiati i primi cristiani, seguaci di S. Terenziano. Nelle vicinanze sorge l'antica abbazia con chiesa romanica di S. Maria di Agello, costruita anteriormente al castello. Il luogo fu molto caro ad Angelo Cesi, vescovo di Todi, che vi fece eseguire alcuni interventi di restauro. Della struttura medievale oggi restano in piedi alcuni torrioni che sovrastano ampi tratti di mura. Le abitazioni dell'antico castello sono adibite a magazzini e cantine.

Della sua storia non sappiamo molto, il suo passato è avvolto da un ­fitto velo di mistero che lo rende ancora più a­ffascinante, dove leggenda, tradizione, fantasia e realtà si fondono armoniosamente. Grutti, qualche secolo fa detto anche Grotti, in antico era detto Grott'Ombra, "dalle spessissime grotti ch in questa tenuta s'incontravano, dove i primi cristiani, dopo il martirio di San Terenziano, si andavano ritirando": così si trova scritto in un vecchio documento dell'archivio comunale di Todi. Il nome, però, può anche derivare alla struttura del masso roccioso di travertino che si estende compatto da Grutti a San Terenziano, che permette l'esistenza di piccole gallerie o grotti, appunto, adibite a ricovero per bestiame o anche per persone in situazioni di emergenza (come in realtà avvenne nella seconda Guerra Mondiale per sottrarsi ai bombardamenti aerei).

Secondo gli storici, il territorio gruttigiano era certamente noto nel periodo romano e, in particolare, essi ritengono che Grutti nacque nel periodo Augusteo (40 d.C.) formando un unico complesso con S. Terenziano, detto allora "Colonia" perché abitata da coloni romani, per i quali la campagna di Grutti doveva essere come un senso obbligato per dirigersi verso Roma, visto che l’antico tracciato della via Flaminia si sviluppava a pochi chilometri da Grutti.

Il paese di Grutti incomincia ad avere una sua storia con l'a­ffermarsi dell'era cristiana e all'epoca delle fazioni medievali: il castello di Grutti, pur anteriore all'anno 100 d.C., secondo lo storico Lelio Pontani, fu cinto di mura nel 116 dai signori della fazione imperiale, mentre nel 347 da semplice castello "castrum" passò ad essere proclamato Villa. Il torrione che sovrasta il castello misura un'altezza di circa 20 m., una larghezza di 8 m. ed ha muri di uno spessore superiore al metro. L'accesso è possibile attraverso una prima rampa di scalette esterne in pietra e, per l'altra metà superiore, attraverso altre scale interne alla torre.

Accanto a questa grande torre, dal lato opposto, si trovava un'altra torre minore (precipitata con grande fragore sul piazzale antistante di Grutti nel 1949), ed insieme costituivano la facciata d'ingresso al castello, sostenendo alla base un gigantesco portone che chiudeva in sicurezza la popolazione del paese e sopra ad essa era collocata lo stemma della città di Todi, con la quale ha condiviso la sorte fino alla seconda metà del 1800.

All'interno del castello, subito dopo la porta d'ingresso, di cui oggi non esiste più traccia, vi era una cisterna sotterranea contenente acqua piovana, fornita di muretto divisorio per renderla potabile. Grutti vanta anche diverse torrette a sè stanti, oppure annesse a qualche fabbricato a scopo di difesa: si trovano un pò disseminate dappertutto in questo altipiano, nel rione di S. Costanzo, nei pressi di S. Maria d' Agello, ai lati della via che conduce al "Monte". Per farsi un'idea dell'antica opera di fortificazione, basta entrare dal lato sud e osservare il diruto di Montelupone: è un quadrilatero quasi perfetto dai 30 ai 35 metri di lato, munito di torre ad ogni angolo, di cui quella a nord ingrandita per abitazione, con mura di cinta di largo spessore e con feritoie e buche di scarico per palle di pietra.

La fantasia popolare sostiene che proprio da Montelupone parta un cunicolo o sottopassaggio e giunga fino a S. Maria d’Agello: sebbene tutto ciò sembri inverosimile, nell'estate del 1961 si è scoperto uno di questi cunicoli immediatamente sotto il greppo della strada di Pilo, fatto in mattoni e sufficiente per il transito carponi di una persona o per il trasporto di laterizi provenienti da una probabile fornace e ciò dà credito alla fantasia popolare.

LA CHIESA DI SANTA MARIA IN AGELLO

La Chiesa di Santa Maria in Agello è una piccola chiesa campestre romanica ubicata sulla sommità di una collina lungo la strada provinciale che da Grutti conduce a Castelvecchio.

La chiesa colpisce subito per la sobrietà della sua struttura: è a pianta rettangolare, lunga circa 12 metri e larga 8, e non presenta opere architettoniche esterne di grande rilievo. Ha una tipica facciata romanica a capanna in pietra squadrata, campanile a vela, un semplice rosone in asse con l'ingresso, il tetto a capriata. All'esterno, l'edifico religioso è affiancato, sia a destra che a sinistra, ruderi di abitato ed un piccolo orto nella parte posteriore.

L'origine della chiesa è molto incerta, se ne ha notizia nel gennaio 1276, quando i raccoglitori delle Decime nominano proprio la chiesa di Santa Maria in Agello in una sorta di ricevuta ante litteram.

Viene poi nuovamente menzionata nel 1560, quando il vescovo di Todi, Giovanni Andrea Cesi "fabbricò sopra il piccolo colle una villa quasi tutta al presente in rovina (Todi) e restaurò la chiesa di Santa Maria d’Agello".

 

 

 

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Da Orsolini i prezzi più bassi e i prodotti più particolari disponibili h24

Il nuovo spazio della Tabaccheria Orsolini sta mostrando tutte le potenzialità dei negozi aperti 24h. Esattamente di fianco alla tabaccheria e aperto ventiquattrore su ventiquattro, vi si possono trovare i prodotti più particolari (come bibite americane introvabili nei nostri classici supermercati), snack di vario genere, caffè e molto altro, a prezzi decisamente più bassi rispetto ai normali negozi. In un ambiente spazioso e comodo, sia per chi si ferma il giorno, sia per chi è di passaggio la notte, si tratta di un’attività innovativa a Spoleto, soprattutto per il livello di dettaglio con la quale l’ha proposta Andrea Orsolini.

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Come cambia il mercato immobiliare, 'Spoleto'S Home' si affaccia sul mercato estero

Il globo a portata di clic non è più un'utopia. Grazie alle finestre del web affacciarsi sulle piazze più disparate del pianeta è possibile e quello che fino a dieci anni fa era impensabile oggi è realtà. A beneficiare di questa grande opportunità del nostro tempo sono anche le imprese del settore immobiliare che, archiviato il vecchio adagio della vetrina fisica, si lanciano su mercati internazionali a colpi di tastiera. Oggi è il web la nuova frontiera del real estate market, troppo riduttivo l'ufficio, meglio una postazione virtuale senza mura dove colloquiare con l'altra parte del mondo attraverso una rete di partnership che aprono a scambi di domande fra potenziali investitori di ogni continente. Tramontata l'era dell'agente immobiliare 'ingessato' sulla piazza locale, l'imperativo è aggiornarsi e aprirsi a nuove collaborazioni, in una parola fare rete e sistema per raggiungere clienti altrimenti inarrivabili e luoghi fino a ieri inaccessibili. La sfida si gioca su Internet, grazie alla facilità di contatto con colleghi, spesso connazionali, che hanno scelto di lavorare all'estero con cui incrociare scambi e domande da parte di potenziali compratori. Una grossa mano la dà la regione, in particolare l'area di Spoleto e della Valnerina, già ampiamente frequentata e apprezzata da stranieri, che fa da esca naturale per clienti internazionali attratti dalle risorse del territorio, delle città d'arte e dei borghi disseminati sulle colline dell'hinterland umbro. Forte di queste premesse, la start up "Spoleto'S Home" ha inanellato una serie di nuove collaborazioni all'estero, bypassando i tradizionali portali e differenziandosi nell'offerta, mirata a un target internazionale, e nella scelta della squadra di lavoro, costituita in loco da una fotografa professionista e un traduttore madrelingua, e oltre confine da una rete di partnership con professionisti del settore. Ne abbiamo parlato con la titolare Claudia Cencini alla quale abbiamo chiesto il perché di questa scelta. "Lavoro nell'immobiliare dal 2005 - ha esordito - in questi ultimi anni ho alternato l'attivià di mediazione con altri lavori nell'ambito della comunicazione essendo giornalista, da qualche mese anche sulla spinta del mercato che sta dando segnali di ripresa ho deciso di rispolverare il patentino di agente immobiliare per intraprendere questa nuova avventura, ma da subito mi sono resa conto che da dieci anni a questa parte il lavoro non è più quello, prima le case si vendevano da sole, la porta dell'agenzia si apriva e il cliente entrava senza cercarlo, oggi non è più così, la differenza la fa la rete e il modus operandi ha subito una rivoluzione rispetto al passato". 

Come ha reagito al cambiamento?

Assecondandolo, anche se trovare la quadra non è stato facile, i primi mesi ho sofferto, non riuscivo a trovare la via giusta, inoltre lavorare in una città come Spoleto dove operano decine di agenzie alcune delle quali radicate da anni mi ha un po' spiazzato, inoltre il cliente non è più quello di una volta che vedeva e firmava la proposta d'acquisto, oggi è molto più esigente, si guarda intorno prima di scegliere perché è bombardato da un'offerta variegata, c'è un'inflazione di case in vendita senza precedenti, allora ho ragionato sulla strada da prendere e, considerata l'area in cui mi trovo, mi è venuto spontaneo pensare all'estero come mercato che ha ancora margini di successo in una terra come la nostra. 

Come si è mossa, alla luce di questa scelta?

Ovviamente, come in tutte le cose, da soli non si arriva lontano, così ho subito cercato collaborazioni con cui poter interagire e devo dire che le mie proposte sono state in gran parte accolte con favore da colleghi che operano sia in Italia con un occhio all'estero che in ogni parte del mondo. Ho stretto una partnership con una giovane collega di Israele che gestisce un portale di compravendite su scala globale, un accordo di collaborazione con un broker di Toronto, con la WGS Real Estate di Londra gestita da italiani che propongono agli inglesi immobili del Belpaese, solo per citarne alcuni.

Per finire, come definirebbe la natura della sua start up?

Una natura, per così dire, ibrida che associa il lavoro di mediazione con i contenuti, non a caso sul sito www.spoletohome.it c'è uno spazio dedicato al blog "Scopri l'Umbria", un contenitore di notizie sul territorio che può essere utile anche al potenziale cliente per non comprare a scatola chiusa.

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